Elezioni a Lamezia, le “anomalie” riscontrate dalla Prefettura: «Scheda ballerina in almeno tre sezioni»

In tre sezioni i responsabili e i delegati del Palazzo di Governo hanno verbalizzato numerose incongruenze e le nette differenze tra i reali iscritti nelle liste sezionali e le schede contenute nei plichi. L’avvocato Chirumbolo: «Viziata la genuinità del voto espresso dagli elettori»

di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME Schede elettorali in eccesso rispetto ai reali votanti, preferenze conteggiate male e trascritte peggio. La relazione firmata dalla Prefettura di Catanzaro ha messo in evidenza, nero su bianco e solo in parte, una serie di anomalie che riguardano numerose sezioni degli scrutini che riguardano le operazioni di voto a Lamezia Terme per eleggere il nuovo sindaco. La vittoria, al ballottaggio, è poi andata a Paolo Mascaro, ma a far discutere sin da subito sono state le modalità di conteggio in alcune sezioni. Certo, si tratta di voti comunque (e in ogni caso) ininfluenti sulla vittoria dell’avvocato lametino, ma che potrebbero in qualche modo aver “frenato” le ambizioni politiche di qualche consigliere.

IL RICONTEGGIO Il riconteggio è partito dopo l’accoglimento da parte del Tar dei ricorsi presentati da due candidati a sindaco, Silvio Zizza e Massimo Cristiano che avevano denunciato alcune presunte incongruenze in occasione del voto. La relazione della Prefettura, stilata lo scorso 11 settembre, si è focalizzata su tre sezioni in particolare, ovvero quelle considerate più significative, quanto meno per i numerosi episodi “sospetti” riscontrati, così come stabilito nel corso dell’ultimo incontro avuto proprio davanti al Tar lo scorso 15 giugno.

SEZIONE N. 2 Qui le verifiche sono partite dal plico 5/C. «Dalla pagina 53 alla pagina 64 – scrivono – per ogni lista il totale dei voti di lista validi è indicato sempre in 238, dato che corrisponde però al totale dei voti ottenuti da ciascuna lista (matematicamente impossibile). A pagina 64 il totale dei voti di preferenza validi per la lista n.12 è indicato in 59 ma la somma aritmetica delle preferenze annotate per ciascun candidato è 57.
Le verifiche del plico n. 3/C hanno evidenziato ulteriori incongruenze: secondo i funzionari, infatti, risultano 543 schede autenticate e non utilizzate, dato che non corrisponde con quanto verbalizzato (432) e neanche al numero degli elettori iscritti nelle liste sezionali e che non hanno votato. Inoltre sarebbero state vidimate 700 schede, ovvero l’intera dotazione consegnata, ma sarebbero dovute essere vidimate solo le schede corrispondenti al numero degli elettori iscritti. Il totale, scrivono, è di 111 schede in eccesso.

SEZIONE N. 44 Anche in questa sezione, dopo l’apertura del plico 3/C, risultano incongruenze nel numero delle schede autenticate e non utilizzate. All’esito delle verifica, si legge nella relazione, sono 442 le schede autenticate e non utilizzate per la votazione mentre sono 47 quelle avanzate e non autenticate. Dato che non corrisponde con quanto poi effettivamente verbalizzato (rispettivamente 325 e 50). Le 442 schede, inoltre, non corrisponderebbero neanche al numero degli elettori iscritti nelle liste sezionali. Risultano, in totale, 167 schede in eccesso.
Ma non è tutto. I relatori della Prefettura scrivono anche che le 50 schede firmate ma non timbrate (così come verbalizzato) non sono state neanche rinvenute. «Si dà atto – si legge – che le 47 schede in eccesso rispetto agli elettori iscritti nelle liste sezionali non vidimate il sabato pomeriggio, non corrispondono a quanto annottato nel verbale (700 schede consegnate – 650 elettori iscritti= 50 schede avanzate)».

SEZIONE 78 Anche qui le verifiche si sono concentrare sulle schede contenute nel plico 5/C all’esito delle quali è emerso come quelle autenticate e non utilizzate per la votazione fossero 9 non 82 come effettivamente verbalizzato. Numero peraltro che non corrisponde neanche al numero degli elettori iscritti nelle liste sezionali. «Dal raffronto dei dati ricavati dal verbale – si legge nella relazione – e dalla conta delle schede contenute nella busta 3/C, anche prescindendo dalla coerenza dei dati verbalizzati, rispetto alla dotazione iniziale del seggio (250 schede) si riscontra la mancanza di 3 schede (220 vidimate+9 vidimante e non utilizzate + 18 scrutinate =247).

L’AVVOCATO CHIRUMBOLO: «SI PROCEDA ALL’ANNULLAMENTO DEL VOTO» «In queste sezioni – commenta l’avvocato Armando Chirumbolo – sono state confermate le doglianze mosse nel ricorso introduttivo e l’organismo di verificazione ha accertato la corrispondenza tra quanto lamentato e quanto verificato. Le evidenze non lasciano adito a dubbi sull’uso fraudolento delle schede e sulla possibile sostituzione delle stesse durante lo spoglio. Ci troviamo pertanto di fronte al chiaro utilizzo del sistema della scheda ballerina, sistema atto a viziare irrimediabilmente e illecitamente la genuinità del voto espresso dagli elettori».

UDIENZA AL TAR La relazione stilata dalla Prefettura di Catanzaro e tutte le incongruenze saranno verificate ulteriormente dal Tribunale amministrativo regionale della Calabria nel corso dell’udienza già fissata per il prossimo 11 dicembre. (redazione@corrierecal.it)





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