«Le dimissioni di Pantisano un atto amministrativo». Ma i dubbi restano

Il presidente facente funzioni della Provincia di Crotone attribuisce l’addio del capo di Gabinetto a questioni di contenimento della spesa. Ma non dice di averlo invitato a lasciare l’incarico. E ricorda male qualche particolare

Riceviamo e pubblichiamo.

Occorre precisare per fugare i dubbi e le ricostruzioni più “fantasiose” di quegli stesso giornalista che qualche mese fa aveva gridato allo scandalo per il dispendio/sperpero di risorse economiche dell’Ente con la nomina del dott. Arturo Crugliano Pantisano e il rafforzamento dell’ufficio di presidenza con l’incarico al dott. Lumare della figura di capo della segreteria del Presidente, che la riorganizzazione operata con decreto n. 73 del 16.10.2020,altro non è che un’operazione di contenimento della spesa (il riferimento è a questo servizio).
Attribuire alle dimissioni del dott. Crugliano Pantisano un significato diverso da un atto di responsabilità amministrativa, è una speculazione interpretativa e forse strumentale rispetto ad altro, ma che non deve distogliere invece da quello è il dato reale: volontà da parte del presidente facente funzioni di contenere la spesa e di incrementare le risorse finanziare da destinare agli interventi peer la viabilità provinciale e le scuole.

Avv. Simone Saporito
Presidente facente funzioni Provincia di Crotone

Dispiace rilevare che la ricostruzione fantasiosa appartenga al presidente Saporito, perché non mi sono occupato della nomina di Pantisano e, quindi, non c’è mai stato un mio grido allo scandalo per lo sperpero di denaro. Oggi, per quanto si dice alla Provincia, Pantisano si è dimesso di sua iniziativa per motivi politici. Se così non dovesse essere il presidente facente funzioni deve scrivere che lo ha inviato a dimettersi. Si risparmia la cifra della carica di capo gabinetto? Non è proprio così perché quella cifra la incassa il successore di Crugliano Pantisano, che nel mese di giugno scorso era stato sollevato dall’incarico di capogabinetto per nominare Crugliano Pantisano, dirigente di primo piano del Pd. Anche quella è stata un’operazione politica in vista delle comunali.





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