Rende, scontro tra l’opposizione, la Uil e Minasi (Lega) sul progetto del gruppo iGreco

La Segreteria territoriale del sindacato: «Ben venga l’idea imprenditoriale se ha i requisiti. Noi siamo per la legge, per la tutela della salute e per i diritti dei lavoratori». La replica: «Il progetto viola la normativa urbanistica». Rende riformista e Attiva Rende: «Sembra di essere ritornati agli anni ’50»

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COSENZA «Dalle Rsa aziendali della sanità privata ci giunge una segnalazione importante, alla quale intendiamo prestare molta attenzione. Il comparto è seriamente preoccupato che l’ultima sortita sulla stampa quotidiana del “baronato” della politica conterranea possa provocare, in coincidenza con la imminente riapertura di urne importanti, la mancata implementazione di posti di lavoro. Che sono la cosa a cui teniamo di più». Così, in una nota, la Segreteria Territoriale della Uil a proposito di un documento pubblicato sulla stampa da gruppi di minoranza al Comune di Rende e che ha a che fare con segnalazioni di presunte anomalie a proposito dell’insediamento sanitario che il gruppo iGreco vorrebbe costruire a Rende.
«Il documento in questione e la relativa sortita sulla stampa – continua la Uil – è denso di argomentazioni che ci appaiono annose e pretestuose, a voler pensare bene. E, soprattutto, contrarie agli interessi dei cittadini e contrarie ai posti di lavoro che si andrebbero a creare. Non esiste sanità privata in contrapposizione a quella pubblica. Esiste la sanità, e quella privata convenzionata con il servizio pubblico gioca un ruolo fondamentale. Ed esiste il lavoro, da proteggere e da conquistare».
«Quanto alle argomentazioni tecniche a supporto del documento –continua ancora la Uil –sono da intendersi prive di interesse collettivo. A noi interessano i posti di lavoro. Se il progetto del gruppo iGreco ha i requisiti per essere concretizzato ben venga e al più presto. Purché si sia agito nel pieno rispetto della legge. Altre argomentazioni pretestuose sono linfa per giochi di prestigio e di potere.»
«A tal proposito – continua ancora la Uil – è improbabile non concedersi anche una chiave di lettura più maliziosa all’intera vicenda. Non vorremmo che la sortita pretestuosa sia stata congegnata non solo perché si è nell’imminenza di una drammatica campagna elettorale regionale ma anche, proprio per questo, perché il gruppo iGreco qualche giorno fa ha dichiarato alla stampa di voler procedere con nuove assunzioni raccomandando di non far pervenire curriculum sponsorizzati dalla politica».
«Un nuovo insediamento fa gola a tutti – conclude la Uil – anche, se non soprattutto, a chi vuole ricavarne consenso elettorale. Non poterci mettere il cappello diventa un problema. È sempre andata così, del resto. Noi siamo per la legge, per la tutela della salute e per i diritti dei lavoratori. E per i posti di lavoro e intendiamo tranquillizzare le Rsa aziendali, vigileremo. E siamo, naturalmente, contro gli intrighi, le raccomandazioni e le prepotenze dei potenti».

TILDE MINASI Anche la consigliera regionale della Lega Tilde Minasi sostiene l’idea progettuale: «Provare a mettere il bastone tra le ruote a chi vuole investire sul lavoro e sul futuro della Calabria è un atteggiamento da condannare senza remore. Farlo poi in pieno clima “pandemico”, sia dal punto di vista sanitario che economico, diventa ancora più grave, ed è un modus operandi da contrastare con decisione». Così, in una nota, il capogruppo del Carroccio. «Si intuisce chiaramente – continua Minasi – che siamo in piena campagna elettorale, ragion per cui probabilmente si cominciano a delineare strategie e strumentalizzazioni, con probabili motivazioni recondite. Del resto il gruppo imprenditoriale che vuole costruire un nuovo ospedale a Rende, in grado di offrire centinaia di nuovi posti di lavoro ma, in primis, un’offerta sanitaria più competitiva e qualitativa per il territorio, lo ha detto chiaramente nei giorni scorsi, ribadendo come si abbia in mente di assumere ‘ma non chi arriva con la raccomandazione politica in tasca’. Ci chiediamo: forse la precisazione del gruppo imprenditoriale ha un po’ agitato le acque in ottica di eventuali clientelismi?” “Le argomentazioni addotte – conclude il consigliere regionale – sono pretestuose e incomprensibili soprattutto di fronte all’opportunità di offrire, nella legalità, lavoro e speranze ed in particolar modo quando si tratta di un settore delicato quale quello della salute che interessa intere comunità ed è un diritto da tutelare sotto ogni aspetto».

RENDE RIFORMISTA E ATTIVA RENDE Alla Uil e a Tilde Minasi replicano Rende riformista e Attiva Rende. «A leggere determinati comunicati – scrivono i due gruppi politici di opposizione –, sembra di essere ritornati agli anni ’50, quando organizzazioni sindacali con vivaci colori facevano battaglie che, di fatto, potevano sembrar combattute per tutelare, più che i lavoratori gli interessi del “padrone”. Per la parte che ci riguarda, noi non abbiamo avuto alcun rapporto, né intendiamo averne in futuro, con il gruppo privato in questione; da oltre quattro anni, ci battiamo per rafforzare la sanità pubblica sul territorio e per la costruzione del nuovo ospedale Hub di Cosenza. Parimenti, da più anni, abbiamo sempre sostenuto che non siamo contro la sanità privata, ma che questa deve rispettare leggi nazionali, regionali ed anche le norme urbanistiche vigenti sul territorio. Sempre da più tempo, sosteniamo, e continueremo a sostenere, che il progetto di clinica privata, da realizzare in località San Agostino di Rende, attraverso il trasferimento di sanità convenzionata e del relativo personale e non di altro, viola pesantemente la normativa urbanistica vigente nel comune di Rende, senza, peraltro, che si concretizzi un interesse pubblico, tale da approvare un progetto in deroga al PRG. Rispediamo, pertanto, al mittente le ridicole insinuazioni al nostro riguardo, proprio a noi distanti anni luce dai proponenti il progetto, senza che si sia fatto il minimo accenno a quelle forze politiche locali che, invece, con i predetti proponenti intrattengono rapporti da molti anni. Appare singolare, dunque, che da una storica e importante organizzazione sindacale arrivi un invito a “derogare” al rispetto della legalità e delle norme».

 





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