Terzo Megalotto 106, i sindaci chiedono un incontro alla Regione

Il primo cittadino di Cassano a nome dei comuni interessati chiede un confronto alla Cittadella per «definire le opere compensative»

CASSANO ALLO IONIO Il sindaco di Cassano, Giovanni Papasso, delegato dai colleghi degli altri sette Comuni (Albidona, Amendolara, Cerchiara di Calabria, Francavilla Marittima, Roseto Capo Spulico, Trebisacce e Villapiana) interessati alla realizzazione del 3º Megalotto della SS 106 jonica, a seguito dell’incontro tenutosi giovedì pomeriggio nell’aula consiliare di Cassano, ha chiesto alla Regione un incontro urgente per la definizione delle opere compensative. «Dall’incontro – scrive, a nome di tutti i sindaci interessati, il sindaco di Cassano – è emersa unanime la volontà e la necessità di conoscere, a distanza di oltre cinque mesi dalla formale consegna dei lavori, quali determinazioni sono state assunte in merito alle previste opere di compensazione ambientale nei territori attraversati dalla nuova infrastruttura. Nei vari incontri che ci sono stati negli anni passati, era stato chiesto ai rappresentanti di questi territori quali fossero le esigenze e i bisogni più urgenti da soddisfare con le risorse previste ed erano stati stabiliti criteri oggettivi per la ripartizione di dette risorse in ciascuno dei comuni attraversati. Purtroppo, però, abbiamo appreso che il Tavolo Tecnico istituito tra il Mit, il Mibact, l’Anas e la Regione Calabria per definire il Piano delle compensazioni e mitigazioni ambientali ha ritenuto non accoglibili gli interventi concertati con i sindaci e, di conseguenza, la Regione ha provveduto a predisporre un nuovo Piano. Oggi apprendiamo, seppure informalmente che anche rispetto a questo nuovo Piano il Tavolo Tecnico pare abbia espresso delle riserve. Le opere di compensazione ambientale, che sarebbero dovute partire prima dell’inizio dei lavori di realizzazione della strada, non sono, quindi, state neanche ancora definite e progettate. Non possiamo nascondere il profondo malcontento che ciascuno di noi sindaci ha espresso. Siamo stati utili nella fase di avvio e progettazione dell’opera e, invece, oggi ci sentiamo ignorati e non resi partecipi delle decisioni che avranno ricadute dirette nei territori che rappresentiamo».
«Per di più – si sottolinea nella missiva – i lavori di questa infrastruttura, seppure consegnati da cinque mesi, non sono mai concretamente partiti e non si sono viste ancora le auspicate ricadute economiche, sociali e occupazionali che erano state promesse. La Regione Calabria, durante il percorso che ha portato dalla progettazione alla consegna dei lavori ha svolto un ruolo di raccordo e di coordinamento importantissimo. Oggi vogliamo che la Regione svolga nuovamente questo ruolo determinante. Riteniamo necessario ed urgente, pertanto, fare il punto sulle opere di compensazione ambientale e sui tempi della loro attuazione e per questo, ribadiamo la richiesta già fatta cinque mesi fa di organizzare alla Regione un incontro per decidere insieme come procedere».





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