Sanità, c’è il sì allo sblocco del turn over

LAMEZIA TERME Adesso, dopo i tweet del ministro Lorenzin, c’è anche il sì del Tavolo Massicci. Lo sblocco del turn over nella sanità calabrese non è più un tabù. La…

LAMEZIA TERME Adesso, dopo i tweet del ministro Lorenzin, c’è anche il sì del Tavolo Massicci. Lo sblocco del turn over nella sanità calabrese non è più un tabù. La decisione, secondo quanto si è potuto apprendere, è stata messa nero su bianco nel verbale conclusivo della riunione di verifica interministeriale. È bene, però, chiarire alcuni punti per evitare – complice il clima di campagna elettorale – di alimentare false illusioni. L’autorizzazione riguarda lo sblocco di 42 milioni annui per stabilizzare nuovo personale.

Il blocco del turnover (che vieta la sostituzione del personale andato in pensione) sarà in vigore per tutta la durata del Piano di rientro. Sono possibili però le deroghe, per non mettere a repentaglio i Lea (livelli essenziali di assistenza). A stabilire i confini di queste “eccezioni” è il decreto Balduzzi, che prevede uno sblocco del 15% per i “cessati in servizio” negli anni 2012 e 2013. I pensionati sono stati in media mille all’anno, dunque la deroga relativa al biennio di riferimento dovrebbe riguardare circa 300 persone. Quindi 300 nuovi posti disponibili? Non proprio, dato che il decreto 101 sul pubblico impiego chiarisce che il 50% di questi debba essere riservato ai precari, che in Calabria sono circa 1.500. Ecco: nel caso di una legge nazionale che sblocchi il turnover, su parere positivo dell’ex Massicci, sarebbe possibile contrattualizzare poco più di 150 sanitari. E senza la possibilità di effettuare nuove assunzioni, visto che lo stesso decreto 101 dice che i concorsi si possono fare solo dopo aver espletato le procedure di mobilità.

Il Tavolo ex Massicci (l’organo che vigila sul Piano di rientro), guidato da Angela Adduce del Mef, ha una posizione molto chiara sul punto: la mobilità del personale. Il principio è piuttosto semplice: prima di procedere con le nuove assunzioni, la Regione deve smistare medici e infermieri nei reparti più scoperti. In Calabria, dal 2010, sono stati chiusi 17 ospedali; e dunque di personale in esubero da trasferire nei reparti più in crisi ce ne sarebbe a iosa. Eppure la mobilità pretesa dal Massicci è stata una predica affidata al vento. Tutto è rimasto come prima.

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