Sospensione ricoveri, Zicchinella: «Ordinanza certifica inerzia Regione»

Il sindaco di Sellia attacca l’ultimo provvedimento firmato da Spirlì in materia di emergenza Covid: «Andava fatta prima. Ora non ha più senso»

SELLIA «L’Ordinanza n.82 del 29 ottobre 2020 certifica l’inerzia e l’assoluto immobilismo della Regione Calabria dall’inizio della Pandemia ad oggi». È quanto sostiene il sindaco di Sellia nonché medico chirurgo Davide Zicchinella che attacca così l’ultima ordinanza firmata dal presidente facente funzione della Regione Nino Sprilì. «Questa ordinanza avrebbe avuto senso a Marzo – sottolinea Zicchinella – non oggi, a quasi otto mesi dall’inizio della pandemia. Di fatto si interrompono tantissime prestazioni definite vergognosamente non urgenti, si dispone il trasferimento di positivi non critici presso gli ospedali periferici per fare posto ai nuovi pazienti Covid19 che stanno aumentando di giorno in giorno. Non una strategia ma un atto politico figlio della disperazione e della assoluta non conoscenza del territorio».
«Parlo per la nostra area territoriale – spiega il sindaco di Sellia – che poi è lo specchio della regione. Nessun posto letto per emergenza Covid19 attivato. Il reparto di Malattie Infettive del “Pugliese” rimasto lo stesso. Nessun nuovo posto di terapia intensiva aggiuntivo. Nessuna nuova dotazione organica e/o strumentale ai laboratori. A Catanzaro si processano tamponi, eroicamente, anche per le province di Vibo, Crotone e spesso anche Reggio». «Il dipartimento di Prevenzione – elenca Zicchinella – non ha avuto nessun aumento di dotazione organica. Idem per il servizio di assistenza domicilare integrato a cui spesso si demanda l’esecuzione dei tamponi. Non c’è nulla da chiudere caro presidente facente funzioni».
«La sanità in Calabria con l’inizio della pandemia – afferma ancora il sindaco – è di fatto morta e sepolta!!! Venite a dare una occhiata se vi riesce! Certo le responsabilità sono antiche. Di tutte le parti politiche». «Ma oggi – evidenzia il primo cittadino – non si possono addurre motivazioni economiche e scarsezza di risorse. Le risorse con l’emergenza Covid19 sono arrivate eccome. Solo che non si sono sapute impiegare per tempo».
«Servivano uomini sul territorio – afferma ancora Zicchinella -. Unità Mobili attrezzate per fare tamponi nei comuni e nelle scuole con cluster ora fuori controllo e con i Sindaci abbandonati a se stessi. Neanche una telefonata di conforto. E ancora posti letto dedicati. Terapie intensive potenziate con uomini e mezzi (che restano nei depositi!!!). Gli ospedali territoriali sono allo sfascio. Non erogano da tempo prestazioni sanitarie degne di questo nome. E non per mancanza di volontà dei pochi operatori sanitari rimasti in servizio. Ma per una politica di smantellamento avviata sciaguratamente da oltre 15 anni. Decine di servizi e prestazioni sono un lontano ricordo. Pensare ora di utilizzarli per ricoverare pazienti positivi non critico è pura follia. Faccio degli esempi essendo medico prima che politico».
«Già oggi – racconta il sindaco di Sellia – una persona che deve fare un intervento per calcolosi della colecisti in elezione (quindi non per urgenza) aspettava già mesi e mesi. Ma il rischio di avere come conseguenza una pancreatiche resta. Ed oggi dopo l’ordinanza tutto si aggrava. Come per un ernia inguinale in attesa di essere riposizionata in addome. Il rischio che strozzandosi possa procurare più serie conseguenze, prima era fondato, oggi quasi matematico».
«In una regione con la “sanità malata” come la nostra – afferma Zicchinella – già prima della pandemia bisognava agire per tempo. Programmare. Investire risorse. Altro che un infermiere per ogni scuola».
«Non è polemica o speculazione politica la mia – conclude il sindaco -. Ma da operatore sanitario che lavora sul territorio probabilmente ho una visuale diversa che dalla Cittadella. Temo che da ieri le persone che hanno un serio bisogno di salute non legato al Covid19 (a maggior ragione quest’ultimi) saranno ancora più sole di prima. Abbandonate. Aspettando che “passi la nottata” pur avendo spesso, molto spesso, poco tempo per attendere».





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