Caos sanità, Mostarda in “pole” ma spunta l’ex prefetto Varratta. E il Cdm si blocca: niente nomina

Il Consiglio dei ministri pensa al manager di area democratica, ma gradito anche a Leu, per sistemare i conti del settore. Sul tavolo anche il nome dell’ex prefetto che, in passato, ha lavorato a Reggio Calabria. Riunione sospesa nella notte e niente fumata bianca

ROMA Un’altra giornata di ordinaria incertezza per la sanità calabrese, chiusa con un nuovo nulla di fatto. Il governo non riesce a sciogliere il nodo della scelta del commissario alla Sanità. Si avanzano nomi, dotati quasi dell’aura dell’ufficialità. E poi si fanno precipitosi passi indietro, il Consiglio dei ministri viene sospeso per trovare un accordo ma si torna al punto di partenza. Smentendo, così, anche il premier Conte che nella serata di lunedì, davanti alle telecamere di Otto e mezzo si era detto certo di poter trovare la quadra entro oggi. Così, tra pantomima (politica) e dramma (sanitario), la storia della regione assalita dalla pandemia ma prima di guida si perpetuerà ancora per un po’. O, almeno, si spera.

MOSTARDA IN POLE POSITION La serata si era aperta con il Consiglio dei ministri iniziato in ritardo di tre ore proprio per impostare il discorso sul dossier calabrese. Ma anche con quello che pareva quasi un punto fermo, confermato intorno alle 21 anche dal Corriere della Sera: per sbrogliare l’intricata matassa della designazione del commissario ad acta alla sanità calabrese il governo si era determinato per Narciso Mostarda, 58 anni, laureato in medicina con specializzazione in neuropsichiatria infantile e management. Pareva questa l’indicazione anche se la travagliata vicenda della nomina riserva colpi di scena da settimane. Il manager, che resta in pole position per la nomina, ha esperienza nel settore della sanità (caratteristica richiesta da molti): ha prestato servizio in qualità di dirigente psichiatra alla Asl Rm/C e alla Asl di Frosinone.

L’EX PREFETTO Nel corso della lunga serata, però, arriva il colpo di teatro, propiziato dall’ala grillina del governo. Si apprende, così, che Mostarda non è l’unico nome sul tavolo. Secondo fonti della maggioranza citate dalle agenzie Ansa e Adnkronos c’è anche l’ex prefetto di Firenze Luigi Varratta tra i profili selezionati dal Consiglio dei ministri per ricoprire il ruolo di commissario.
Il lavoro sui nomi, avviato nel pomeriggio, non è ancora sciolto: al momento la scelta sarebbe ristretta ai profili del medico laziale, considerato “favorito”, e del prefetto che, in passato, ha lavorato a Reggio Calabria. Neppure questo, però, dopo un tira e molla di queste proporzioni, può essere considerato un punto fermo.

FUMATA NERA Diventa chiaro intorno alle 23, quando, in assenza di una decisione maturata, il Cdm viene sospeso. L’attesa fumata bianca, insomma, non c’è: il confronto prosegue a margine del Consiglio dei ministri anche dopo lo stop deciso per provare a sciogliere l’impasse. Il canovaccio seguito è il solito: un nome speso come indiscrezione, questa volta quello di Mostarda, e poi il lavorio per bloccarlo. Il manager laziale è gradito al Pd, per Varratta preme invece il M5S. E qualcuno, a questo punto, non esclude che alla fine si opti per un profilo diverso. Lo stallo continua e la Calabria aspetta ancora di conoscere chi guiderà questa fase delicatissima dopo le dimissioni di Saverio Cotticelli e Giuseppe Zuccatelli e il rifiuto dell’ex rettore della Sapienza Eugenio Gaudio. E tra poco le settimane di vacatio saranno tre. (ppp)

 

 





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