Sant’Anna Hospital, Spirlì chiama Pitaro: «Presto un tavolo di lavoro»

Il presidente ff risponde alla richiesta fatta dal consigliere regionale in quota al gruppo misto per vedere tutelati i 300 lavoratori della struttura. «Problematica da affrontare con la massima responsabilità»

CATANZARO «Appena il Governo nominerà il nuovo commissario per la sanità convocherò un tavolo al fine di analizzare le criticità del Sant’Anna Hospital e proporre soluzioni che ne tutelino i servizi e i lavoratori. Se ciò non dovesse avvenire nelle prossime ore, fra due giorni riunirò in ogni caso tutti i soggetti che sulla questione hanno voce in capitolo». È quanto ha detto il presidente della Regione Spirlì nel corso di una telefonata con Francesco Pitaro, avvenuta durante l’incontro (oggi a Catanzaro) tra il consigliere regionale e una delegazione di dipendenti del Sant’Anna Hospital. Commenta Pitaro: «Ringrazio il presidente Spirlì per l’impegno che ha assicurato per fare il punto sulle questioni amministrative di stringente attualità che concernono il Sant’Anna e che, qualora non dovessero essere affrontate con la massima responsabilità, rischierebbero di mandare gambe all’aria un’infrastruttura sanitaria che nel campo cardiologico è di primissimo livello e di mettere a repentaglio il posto di lavoro di oltre 300 persone». Sulle suddette problematicità, il consigliere regionale Francesco Pitaro era già intervenuto, con un’istanza del 19 novembre, per chiedere al presidente Spirlì di aprire un tavolo di confronto al quale invitare a partecipare il Consiglio di Amministrazione di Villa Sant’Anna, il Ministro della Salute o un suo delegato (non essendo ancora stato nominato il Commissario ad acta per la sanità), il Direttore Generale del Dipartimento della Salute della Regione Calabria, il Commissario dell’ASP di Catanzaro, il Sindaco di Catanzaro, il Prefetto di Catanzaro, i parlamentari e i consiglieri regionali di Catanzaro, le organizzazioni sindacali dei lavoratori. «L’attenzione del presidente Spirlì è un importante passo avanti – conclude Pitaro -, ma è necessario che sulla questione si abbia il coinvolgimento forte e deciso di ogni livello istituzionale, politico e sociale».





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