Verso le regionali, Salvatore Magarò tesse la tela dei sindaci

Il primo cittadino di Castiglione Cosentino e già consigliere comunale chiama ad adunata gli amministratori locali affinché si impegnino direttamente nella prossima competizione elettorale. «Voglio favorire al massimo l’emergere di nuove figure, specie di giovani e di donne, e stimolare un ritrovarsi insieme per lavorare su quello che ci accomuna»

COSENZA «Poveri, poverissimi per i bilanci e le casse, ma ricchi, e in qualche caso ricchissimi, di tesori artistici, di patrimonio culturale, architettonico, ambientale e di “saperi”, i piccoli comuni anche in Calabria dimostrano che, al di là delle dimensioni possono essere grandi per capacità, resistenza, inventiva». Il sindaco di Castiglione Cosentino ed ex consigliere regionale per due legislature Salvatore Magarò è al lavoro per tessere la tela dei sindaci che vorranno essere protagonisti della prossima campagna elettorale per il rinnovo del consiglio regionale.  «Sono sempre più convinto che i piccoli comuni e i loro amministratori in una regione come la nostra vivono come fortini assediati. E’ nei piccoli comuni che chi amministra lotta e s’ingegna ogni giorno per arginare lo svuotamento dei paesi, soprattutto interni, montani e a vocazione agricola, per scongiurare la chiusura delle scuole con pochi bambini, delle banche che spostano gli sportelli e per mantenere il trasporto pubblico sempre più rarefatto. Ed è proprio nei piccoli comuni che la Calabria ha brillato e brilla per esempi straordinari, non sempre tutti adeguatamente conosciuti e compresi, di accoglienza e integrazione di flussi migratori antichi e recenti – scrive il primo cittadino di Castiglione Cosentino -». Il fronte dei sindaci invocati dal senatore Ernesto Magorno che in una intervista al Corriere della Calabria auspicava proprio un “sindaco della Calabria”, diventa sempre più consistente. «L’impegno politico-amministrativo qui, lontano anni luce da esibizionismi mediatici e astratte ideologie, è decisamente, radicalmente, legato al “fare”, non conosce distacchi e distanze tra amministratori e amministrati né tra palazzi e cittadini: è scuola di politica nel senso più autentico e reale.
Ecco perchè intendo lavorare per aggregare una rete di sindaci e amministratori locali calabresi – di comuni al di sotto dei 5000 abitanti – che, in quanto tali cioè partendo dal loro vissuto e dalle loro esperienze concrete, possa diventare anche una piattaforma programmatica e, di conseguenza, anche una lista per le prossime elezioni regionali.
Lo dico subito a scanso di equivoci: chiarisco che intendo lavorare, impegnandomi a fondo e senza risparmiarmi in questa iniziativa ma senza candidarmi personalmente. Voglio favorire al massimo l’emergere di nuove figure, specie di giovani e di donne, e stimolare un ritrovarsi insieme per lavorare su quello che ci accomuna: buone idee e buone pratiche maturate alla guida concreta di piccole quanto difficili esperienze amministrative – conclude il sindaco -. I territori, così, anche quelli più distanti e negletti dalle “capitali”, potrebbero ambire non ad occupare poltrone ma a pesare di più e a determinare scelte utili ad aiutare e ripensare lo sviluppo dell’intera regione. Certo, i sindaci, anche di piccoli comuni calabresi, non sono mancati e non mancano nelle istituzioni e nelle assemblee legislative, dalla Regione alle Camere, fornendo anche apporti significativi. Io, però, penso a un’aggregazione specifica che unisca – aldilà delle diverse matrici e provenienze culturali e politiche – sindaci e amministratori locali intorno a idee condivise,  contenuti qualificanti e a un’agenda di obiettivi dichiarati per costituire insieme la necessaria massa critica per influire davvero sulle scelte».




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