Magorno: «Il rapporto Svimez ci impone di seguire precise direzioni»

Il senatore di Italia Viva commenta l’intervista in esclusiva di Enzo Bianchi direttore dello Svimez, rilasciata al Corriere della Caalabria. «Anche lo Stato centrale deve fare la sua parte e concentrare uno sforzo straordinario sulla Calabria e in particolare sulla sanità, cartina di tornasole per ogni forma di emancipazione della nostra terra»

COSENZA «Il rapporto 2020 della Svimez sul contesto socio-economico in cui siamo immersi per via dell’emergenza sanitaria ci offre solidi e concreti spunti di riflessione e di azione per l’immediato futuro della Calabria e dell’intero blocco meridionale.
La panoramica sugli effetti del lockdown nella nostra economia impongono scelte immediate e una robusta dose di concretezza e coraggio. Ce lo ha ben spiegato il direttore Svimez Luca Bianchi quali sono gli elementi di fragilità della Calabria e i rischi di tenuta per il nostro sistema produttivo e sociale». E’ quanto dichiara il senatore di Italia Viva, Ernesto Magorno relativamente a quanto letto nell’intervista in esclusiva rilasciata al Corriere della Calabria da parte di Enzo Bianchi, direttore dello Svimez.
«Siamo, però, nelle condizioni di mettere in campo delle soluzioni che ci mettano al riparo da conseguenze ancora più drammatiche e, anzi, possano disegnare un orizzonte a medio e lungo termine di crescita – continua Magorno -. Da questo periodo di crisi profonda e di instabilità è possibile uscirne, è questo il messaggio di fondo che anche il rapporto Svimez ci consegna ma a tutti noi, alle istituzioni tutte è richiesto uno sforzo straordinario da indirizzare verso precise direttrici.
Il Recovey fund rappresenta uno strumento importantissimo se ben finalizzato a partire in un programma di assunzioni dentro alle Pubbliche amministrazioni calabresi, seguendo l’esempio della Campania. Ciò avrebbe una doppia ricaduta positiva, perché andremmo a immettere nuove e moderne competenze in una macchina burocratica spesso lenta e sguarnita di professionalità adeguate. Ciò alzerebbe un argine all’inesorabile processo di spopolamento che la nostra regione sta subendo da diversi anni: una vera e propria emorragia di nuove generazioni, di energie giovani che nessun territorio può sopportare a lungo termine.
In un contesto di depressione economica, è urgente mettere mano al sistema fiscale e tributario, prevedendo agevolazioni e strumenti di decontribuzione per tutte le aziende che effettuano investimenti sul territorio. Dei veri e propri incentivi che spingano la componente privata a creare nuovi insediamenti produttivi. Anche lo Stato centrale deve fare la sua parte e concentrare uno sforzo straordinario sulla Calabria e in particolare sulla sanità, cartina di tornasole per ogni forma di emancipazione della nostra terra. Ho più volte indicato che l’azzeramento del debito rappresenti una concreta soluzione per mettere la struttura commissariale nelle condizioni minime di agibilità, prevedendo nel contempo un piano di investimenti nelle branche che producono maggiore indebitamento, come ad esempio l’emigrazione sanitaria».





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