Regionali, sette milioni per le elezioni. La Corte d’appello dice sì al 14 febbraio

Il Consiglio approva la variazione al Bilancio: per l’ufficialità della data del voto si attende il decreto di Spirlì, previsto a giorni. Fondi per la struttura del commissario ad acta della sanità e per i precari della legge 15. Il centrosinistra attacca: «Seduta illegittima, pratiche solo elettorali e clientelari»

REGGIO CALABRIA Sette milioni per sostenere le spese delle Regionali, per la cui fissazione ormai si attende soltanto il decreto del presidente facente funzioni della Giunta Nino Spirlì, visto che la Corte d’appello di Catanzaro ha espresso l’assenso per la data del 14 febbraio. È questo il punto più significativo della seduta odierna del Consiglio regionale.

FINANZIATE LE ELEZIONI REGIONALI L’aula ha dato via libera alla variazione al bilancio di previsione 2020-2020, che in primo luogo stanzia 7 milioni per le prossime elezioni regionali. Un dato che si aggancia per certi versi all’annuncio fatto dal neo presidente del Consiglio regionale, Giovanni Arruzzolo: «La Corte d’appello di Catanzaro ha dato il proprio assenso per la data del 14 febbraio per le elezioni regionali. Presumo che il presidente facente funzioni Spirlì farà a breve il decreto di indizione per la data del 14 febbraio», ha detto Arruzzolo. Lanciando di fatto a palla nel campo di Spirlì, il cui decreto di indizione del voto – riferiscono fonti del centrodestra – è atteso nei prossimi giorni.

FONDI PER LA STRUTTURA DEL COMMISSARIO ALLA SANITA’ E PER I PRECARI La variazione al Bilancio, su cui ha relazionato l’assessore Talarico, inoltre stanzia 500mila euro per il personale da assegnare a supporto del nuovo commissario adita della sanità calabrese, e 1,398 milioni per finanziare la legge 15 del 2008 che riguarda una parte dello storico precariato della Regione Calabria. Ma soprattutto la variazione stanzia Talarico ha anche riferito che ci sono «altri due punti indifferibili e urgenti su cui il Consiglio si dovrà esprimere nelle prossime settimane. Il 10 dicembre ci sarà il giudizio di parifica della Corte dei Conti sul Rendiconto 2019, da una prima lettura dei dati ci sono spiragli positivi sulla nostra azione di recupero del credito rispetto ai Comuni per il servizio idropotabile e per i rifiuti, e subito dopo dovremmo tenere un altro Consiglio sul rendiconto»: l’assessore ha anche reso noto che la Giunta regionale sta lavorando alla predisposizione del prossimo Bilancio di previsione, auspicando «la collaborazione tra maggioranza e minoranza trattandosi – ha rilevato Talarico – di uno strumento fondamentale per il futuro della Calabria».

POLEMICHE SULLA LEGITTIMITA’ DELL’ODG Dopo l’approvazione della variazione di bilancio, si è registrato un serrato dibattito sul prosieguo dei lavori: la minoranza di centrosinistra – con Carlo Guccione, che la lanciato la proposta di una seduta aperta di Consiglio dedicata alla sanità con la presenza del neo commissario Longo, e Nicola Irto (Pd), Marcello Anastasi e Graziano di Natale (Iric) – ha contestato la legittimità dell’ordine del giorno successivo, perché «fatto di atti non urgenti né indifferibili, bensì ispirati da logiche elettorali o finalizzate a carpire la benevolenza degli elettori e questo Consiglio è ormai congedato», mentre la maggioranza di centrodestra – con Giuseppe Neri (Fratelli d’Italia), Filippo Mancuso (Lega), Baldo Esposito e Giacomo Crinò (Casa delle libertà), Antonio De Caprio e Raffaele Sainato (Forza Italia) – ha replicato rivendicando la regolarità della seduta. Nel prosieguo dei lavori, il Consiglio regionale ha poi approvato, a maggioranza, i restanti punti all’ordine del giorno, tra cui i rendiconti 2019 di Arpacal, Aterp e Istituti regionali per le comunità arbëreshë, occitana e greca e una rimodulazione del Piano di azione coesione (Pac) 2017-2013. (a.c.)





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