SANITÀ | Il debito diminuisce, gli sprechi restano

CATANZARO Il debito sanitario della Calabria diminuisce. La ricognizione effettuata dall’ex Tavolo Massicci attesta il disavanzo (a consuntivo 2013) in circa 34 milioni di euro (precisamente 33,926). Un risultato frutto…

CATANZARO Il debito sanitario della Calabria diminuisce. La ricognizione effettuata dall’ex Tavolo Massicci attesta il disavanzo (a consuntivo 2013) in circa 34 milioni di euro (precisamente 33,926). Un risultato frutto della politica di tagli ma dovuto soprattutto al blocco del turnover, che ha sospeso le sostituzioni di medici e infermieri andati in pensione.

Dati incoraggianti anche per quanto riguarda il risultato di gestione del 2013. Dopo il conferimento delle coperture, dovuto all’aumento massimo delle aliquote fiscali relative all’anno d’imposta 2014 (pari a circa 110 milioni di euro), «il risultato di gestione a consuntivo 2013 evidenzia un avanzo di 75,472 milioni di euro», scrivono i tecnici del Tavolo interministeriale.
I segnali positivi non mancano, anche se il pareggio di bilancio è ancora lontano. Recuperare i 34 milioni di disavanzo richiederà ulteriori sacrifici e la riduzione, necessaria, di altri sprechi.
Uno dei quali è implicitamente sottolineato nell’ultimo verbale dell’ex Massicci e riguarda il protocollo d’intesa tra la Regione e l’università “Magna Gaecia” di Catanzaro. Una convenzione scaduta nel lontano 2008 e che oggi vive in una sorta di tacito regime di prorogatio, tra l’altro illegittimo nella pubblica amministrazione. Il nuovo protocollo è pronto da almeno tre anni: era stato elaborato dall’allora sub-commissario Luciano Pezzi, dal suo omologo (poi dimissionario) Luigi D’Elia, dal dirigente del settore “Piano di rientro” Gianluigi Scaffidi e infine recepito il 5 luglio del 2012 con un decreto (il 110) firmato dai tre redattori e dall’allora commissario ad acta, Giuseppe Scopelliti. Mancava solo la sottoscrizione tra le parti, che non è mai arrivata.
Il protocollo – oggi nelle mani del sub-commissario Andrea Urbani – stabiliva un principio, mutuato dalla legislazione nazionale: i fondi destinati dalla Regione all’Università avrebbero dovuto essere tarati sulla produzione, cioè su tutte le attività mediche e specialistiche realmente fornite dalla “Magna Graecia”. È, insomma, il principio del “tanti soldi quante prestazioni”. Ebbene: oggi l’università del capoluogo eroga performance quantificabili all’incirca in 35 milioni di euro, ma la Regione continua a finanziarla con un contributo che si aggira sui 52 milioni. Colpa della convenzione “non aggiornata”, che calcolava l’attribuzione dei fondi in base al dato storico e non a quello effettivo. La differenza riguarda quasi 20 milioni all’anno, che la Regione potrebbe risparmiare se solo il nuovo protocollo fosse finalmente sottoscritto. Invece rimane chiuso nei cassetti del dipartimento Salute, senza che nemmeno dai ministeri arrivino sollecitazioni determinanti.
Nel verbale, i componenti dell’ex Massicci si limitano esclusivamente a riferire che «nella riunione del 4 aprile 2014 Tavolo e Comitato, in merito alla bozza di protocollo d’intesa tra Regione Calabria e università degli studi “Magna Græcia” di Catanzaro per la disciplina dell’integrazione tra le attività didattiche, scientifiche e assistenziali, a un primo esame avevano rilevato che permanevano criticità da risolvere». Ma di uscire definitivamente dall’impasse non se ne parla nemmeno, visto che, ancora, «non risulta pervenuta documentazione».

Il protocollo resta in perenne stand by. E quei soldi che potrebbero alleggerire il disavanzo sanitario continuano a prendere la via di Germaneto. Saranno mai recuperati?

 

Pietro Bellantoni

p.bellantoni@corrierecal.it





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