L'”inciucio” Pd-Ncd per conquistare Cosenza

COSENZA Il “patto dell’Astronave” è finalizzato a un obiettivo principale: la conquista di Cosenza. Dietro l’inciucio Pd-Ncd, che ha portato alla vicepresidenza del consiglio regionale Pino Gentile e all’elezione al…

COSENZA Il “patto dell’Astronave” è finalizzato a un obiettivo principale: la conquista di Cosenza. Dietro l’inciucio Pd-Ncd, che ha portato alla vicepresidenza del consiglio regionale Pino Gentile e all’elezione al primo turno di Tonino Scalzo, si nasconderebbero infatti le mire di Nicola Adamo, il cui sogno mai nascosto è di diventare sindaco della sua città, dopo una carriera ai vertici della politica calabrese. Sulla sua strada, però, c’è un ostacolo da superare: Mario Occhiuto, eletto a Palazzo dei Bruzi nel 2011 anche con l’appoggio dei fratelli Gentile. Ma da allora sono successe tante cose, e i rapporti tra le due famiglie politiche cosentine si sono lentamente ma inesorabilmente deteriorati, fino alla rottura definitiva, esplosa alle ultime elezioni provinciali, quando Occhiuto – dopo una campagna elettorale senza esclusione di colpi – è riuscito a imporsi sul candidato dei Gentile, il sindaco di Rende Marcello Manna.
Adamo potrebbe ora sfruttare questa rivalità a suo favore, attraverso un colpo di mano che rovescerebbe il forzista Occhiuto e riporterebbe Cosenza al voto anticipato. Sarebbe questo l’effetto più concreto di un accordo che Oliverio ha rifiutato di sottoscrivere in campagna elettorale ma che, sottobanco, oggi pare più saldo che mai. A Roma Pd e Ncd governano insieme e senza scossoni di sorta. Uno schema che i vertici dei due partiti hanno cercato di imporre anche in Calabria, scontrandosi però con il “mai” pronunciato in più occasioni e in più riunioni dal neo governatore Oliverio. Che, di fatto, ha però dovuto cedere di fronte alle ambizioni di Adamo, riuscito a strappare un'”intesa” non solo ai Gentile, ma anche a un pezzo importante di Forza Italia a Cosenza, Ennio Morrone. L’ex capogruppo di Fi in Consiglio, forse non a caso, durante l’ultima seduta dell’assemblea regionale ha più volte uniformato il suo voto a quello della maggioranza di centrosinistra, in aperto contrasto con l’orientamento del suo gruppo di appartenenza. È bene tenere a mente un altro particolare: il figlio di Morrone, Luca, è il presidente del consiglio comunale di Cosenza. Senza contare che la presunta indisposizione fisica di Morrone senior ha fornito a Oliverio la “scusa” per rinviare la prima seduta della decima legislatura, inizialmente convocata per il 29 dicembre e poi slittata al 7 gennaio. Un “pretesto” che ha provocato molti mal di pancia proprio in Fi, alimentando un conflitto interno ai berluscones che probabilmente ha pesato nella conta finale dei voti per la vicepresidenza. Se i consiglieri azzurri fossero stati uniti, probabilmente Gentile non avrebbe avuto i numeri per farcela.
La prima riunione di Palazzo Campanella rappresenterebbe dunque l’avvio di una “collaborazione” trasversale per consentire all’ex presidente della giunta regionale Adamo, grande sponsor di Oliverio prima alle primarie del centrosinistra e poi in campagna elettorale, di sedere sulla poltrona che fu di Giacomo Mancini.
Pino Gentile è infatti riuscito a ottenere la vicepresidenza grazie a un inaspettato “soccorso rosso”: ai tre voti di cui dispone Ncd se ne sono infatti aggiunti altri cinque, sufficienti per permettere all’ex assessore regionale di superare di slancio le ambizioni di Mimmo Tallini (solo 4 preferenze) e di Forza Italia, che è il primo partito di minoranza a cui, di prassi, sarebbe dovuto spettare il posto ora occupato da Gentile. Che ha, in sostanza, ottenuto un posto al sole nell’assemblea legislativa grazie a un “patto di ferro” che potrebbe ben presto portare alla defenestrazione del “nemico” Occhiuto. Diversi piccioni con una fava. Un cerchio che si chiude. Sotto la regia del geometra Adamo.

 

Pietro Bellantoni

p.bellantoni@corrierecal.it







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