Vibo, c’era una volta il centrodestra

VIBO VALENTIA Di certo non siamo al livello della feroce polemica politico-istituzionale scatenata attorno alle primarie, ma anche dalle parti del centrodestra, a Vibo, in quanto a divisioni e veti…

VIBO VALENTIA Di certo non siamo al livello della feroce polemica politico-istituzionale scatenata attorno alle primarie, ma anche dalle parti del centrodestra, a Vibo, in quanto a divisioni e veti incrociati non ci si sta facendo mancare nulla. Sempre che di centrodestra si possa ancora parlare, visto che della coalizione che portò al trionfo Nicola D’Agostino non sembra essere rimasto granché. All’epoca – era la primavera del 2010 – uno Scopelliti fresco di affermazione alle regionali venne in città a festeggiare la vittoria al ballottaggio di D’Agostino. All’ombra dell’ex governatore allora si riunì festante tutto il centrodestra, dall’Udc di Franco Stillitani agli ex aennini del senatore Franco Bevilacqua, passando ovviamente per l’ormai defunto Pdl, sotto i cui vessilli viaggiavano orgogliosi sia l’ex sindaco che diversi altri big della coalizione vibonese come, ad esempio, Nazzareno Salerno e Alfonso Grillo. Oggi quei fasti sembrano lontanissimi, e i protagonisti di quella stagione politica si stanno avvicinando alle prossime elezioni amministrative in ordine sparso, seguendo strategie diverse e, in alcuni casi, con posizioni parecchio distanti tra loro.
L’unica candidatura certa, in campo ormai da mesi, è quella avanzata dal magistrato in pensione Elio Costa, già sindaco col centrodestra per circa due anni e mezzo, tra il 2002 e il 2005, che però continua a rifiutare un’etichetta politica e insiste nella costruzione di una coalizione civica. Coalizione di cui dovrebbero fare parte anche l’Ncd di Grillo e l’Udc, da tempo in rotta con l’amministrazione D’Agostino, che sono intenzionati a correre senza simboli di partito. Per l’ex magistrato è arrivato anche l’appoggio ufficiale di Forza Italia, annunciato direttamente dal coordinamento regionale degli azzurri ma seguito da un recente richiamo di Salerno che è suonato più meno come un aut aut: appoggiamo Costa e il suo progetto, ma vanno ricandidati alcuni assessori uscenti; il non detto, ovviamente, è che gli amministratori uscenti che meriterebbero la riconferma sarebbero proprio quelli vicini al consigliere regionale. Ma Costa, che oltre al civismo continua a porre come fondamento della sua seconda scesa in campo la discontinuità con l’amministrazione uscente, per il momento sta accuratamente evitando di rispondere, mentre l’Udc delle condizioni poste da Salerno non vuole e nanche sentire parlare. E se il silenzio dell’altro consigliere regionale vibonese, Giuseppe Mangialavori – che in città ha un notevole peso elettorale – sembra essere dovuto alla prudenza e alla disciplina di partito, non può dirti altrettanto del coordinatore provinciale degli azzurri, Mimmo Arena, che continua a tacere lasciando il partito in un limbo che mette in difficoltà gli stessi big del partito.
Più chiara sembra essere la posizione di Fratelli d’Italia, partito del sindaco uscente e del senatore Bevilacqua. Le vicende che hanno portato alla caduta della prima amministrazione Costa, infatti, cozzano con qualsiasi ipotesi di convergenza con l’ex magistrato. E in queste ore pare che i seguaci vibonesi di Giorgia Meloni stiano per concretizzare uno scatto d’orgoglio presentando una candidatura autonoma. L’aspirante primo cittadino di Fratelli d’Italia dovrebbe essere proprio Bevilacqua, che ha raccolto le spinte arrivate dai dirigenti del suo partito ma – ha chiarito – non ha ancora sciolto definitivamente le riserve. «Certo non è pensabile – si è limitato a dire – che a Vibo non ci sia un candidato a sindaco di destra. E sembra che Costa quasi si vergogni a definirsi tale…».

 

s. pel.





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