Capo Colonna, Morra: «Franceschini ipocrita»

CROTONE Assume contorni sempre più politici la vicenda relativa ai lavori che interessano il sito archeologico di Capo Colonna. Prova palese sono state le due interrogazioni parlamentari presentate dal Movimento…

CROTONE Assume contorni sempre più politici la vicenda relativa ai lavori che interessano il sito archeologico di Capo Colonna. Prova palese sono state le due interrogazioni parlamentari presentate dal Movimento 5 Stelle e la visita del senatore Nicola Morra, venerdì mattina al museo civico di Crotone. «Siamo da sempre vicini ai cittadini e alle associazioni che hanno iniziato questa battaglia affinché questo foro venga salvato – ha affermato Morra – e per entrambe le interrogazioni presentate alla Camera ed al Senato, da me e Parentela, abbiamo avuto la medesima risposta e cioè che siamo dei dilettanti allo sbaraglio. Risposte dateci da chi non riusciva neanche a comprendere cosa stava accadendo qui a Capo Colonna».
Attenzione arrivata in realtà, seppur in ritardo, ma solo dopo il reportage di Gian Antonio Stella sul Corsera, secondo le parole di Linda Monte, dell’associazione culturale “Gettini di Vitalba”.
«Ora abbiamo la possibilità quanto meno di non far montare la tettoia sulle terme, che ovviamente sarebbe un altro scempio», aggiunge indignata Margherita Corrado.
E mentre il comitato #salviamocapocolonna insieme ad altre associazioni continua la sua “battaglia”, per alcune istituzioni e altre forze politiche (tranne Fratelli d’Italia che si è sempre detto vicino alla vicenda, nonché sostenitore per la salvaguardia del foro) la questione sembra essere ormai risolta.
«Noi ci siamo presi questo dileggio – continua il senatore Morra – ma finalmente la verità è venuta a galla, ed è pubblica. L’ispezione voluta da Franceschini ha confermato i rilievi e le osservazioni proposte con scaltrezza dalle due associazioni che hanno alimentato questo atto di sindacato ispettivo, quindi queste interrogazioni. Però la decisione era già stata presa, il ministero, la Regione Calabria, il Comune di Crotone e la Sovrintendenza regionale dovevano evidentemente far fare questi lavori per motivi loro. Forse volevano offendere il patrimonio culturale ed archeologico della città».
Disprezzati, dileggiati e denigrati. Queste le definizioni con cui lo stesso Morra ha definito se stesso e gli altri che si sono interessati alla vicenda, aggettivi poco “carini” arrivati da chi ovviamente ha consentito lo scempio di Capo Colonna. «Siamo stati salvati in corner da Gian Antonio Stella, che in pratica è stato colui che ha attirato l’attenzione del Foro per l’Ambiente e del Fai, guidato da Carandini (una delle massime autorità ). Una conclusione amarissima visto che possiamo dire che conta di più una pagina del Corriere della Sera che non una nostra interrogazione parlamentare».
«Ipocrita». Così ha definito in ultimo Nicola Morra il ministero dei Beni Culturali Dario Franceschini, che nonostante la presenza di una visita ispettiva continua a «fregarsene». ««Uno scempio, sospeso solo per il momento – è stata la conclusione di Morra – su cui dovrebbe intervenire assolutamente la magistratura».

 

m. d. c.





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