Il Consiglio di Stato sospende l’azzeramento della giunta di Cosenza

COSENZA A distanza di poco più di una settimana dalla decisone del Tar della Calabria che aveva «annullato il rimpasto della giunta di Cosenza, il Presidente della V sezione del Consiglio…

COSENZA A distanza di poco più di una settimana dalla decisone del Tar della Calabria che aveva «annullato il rimpasto della giunta di Cosenza, il Presidente della V sezione del Consiglio di Stato ha firmato il decreto di sospensione dell’esecutività della sentenza in via cautelare affinché, in attesa dello svolgimento della camera di consiglio – la giunta possa continuare a svolgere le sue funzioni istituzionali nella sua integrale composizione». Lo afferma la consigliera regionale di parità, Maria Stella Ciarletta. Il Consiglio di Stato ha fissato la discussione per l’udienza del 5 maggio. «Non mi sorprende – aggiunge Ciarletta – che sia stato proposto appello, né che lo abbiano fatto gli assessori Bozzo e Luciani, quando abbiamo iniziato questa battaglia ero consapevole che la posta in gioco era alta. Anzi, la mancata applicazione della legge Delrio si è rivelata l’occasione per scoprire i nervi di una questione tutta politica: la conservazione del potere maschile che resiste anche di fronte ad una legge dello Stato ed una sfilza di sentenze favorevoli. Rimane la perplessità sulle motivazioni di un provvedimento cautelare adottato per garantire lo svolgimento delle funzioni istituzionali della giunta su un ricorso presentato da due soli assessori, i quali hanno agito nel proprio interesse senza che vi sia stato, ad oggi, l’appello del sindaco Occhiuto, unico titolato ad agire in tal senso quale rappresentante legale del Comune. Mi riservo ogni ulteriore osservazione alla lettura dell’atto di appello, di cui non ho ancora avuto l’occasione di leggere i contenuti, avendo ricevuto prima il decreto di sospensione».

«Questa – prosegue – non è l’unica particolarità di un appello fatto in tempo record, mentre il sindaco dichiarava proprio il giorno prima in Consiglio comunale di valutare l’esecuzione della sentenza, ma non voglio credere alle coincidenze e proseguirò ancora piu’ determinata nella battaglia in favore della rappresentanza femminile».







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