Rifiuti, è emergenza infinita. La Regione verso un’altra proroga

LAMEZIA TERME Lo stato di emergenza, almeno sulla carta, doveva essere superato già da un paio d’anni. La gestione dei rifiuti è uscita dalla fase di commissariamento nel marzo del…

LAMEZIA TERME Lo stato di emergenza, almeno sulla carta, doveva essere superato già da un paio d’anni. La gestione dei rifiuti è uscita dalla fase di commissariamento nel marzo del 2013 ma, nonostante i 16 anni (e il miliardo di euro speso) durante i quali il settore è stato sottratto al controllo diretto della politica, oggi le cose non sono affatto migliorate. Anzi, si continua ad andare avanti di proroga in proroga, si adottano nuovi provvedimenti straordinari che ricalcano quelli precedenti e si finisce per perpetuare, a colpi di deroghe, un’emergenza di fatto che fa ripiombare puntualmente la Calabria nell’incubo.
Va detto che il pantano in cui si trova attualmente il settore è figlio della gestione commissariale e delle “soluzioni tampone”, evidentemente non così risolutive, dell’era Scopelliti, ma è altrettanto evidente che, almeno finora, la linea tracciata dal governo Oliverio non si discosti granché da quella dei suoi predecessori.
La conferma è arrivata già a fine gennaio, quando il consiglio regionale ha approvato all’unanimità la proroga della “legge Orsomarso” (che consente di sversare i rifiuti in discarica senza nessun pretrattamento) per tutto il 2015, poi “ridotta” fino a settembre con l’emendamento presentato da Giuseppe Giudiceandrea (Democratici progressisti). Ma ancora prima, proprio alla vigilia di Natale 2014, c’era stata la proroga di un altro atto prodotto dal centrodestra, questa volta dalla presidente “facente funzioni” Antonella Stasi. Si tratta di un’ordinanza urgente che consente l’aumento del 50% della capacità di conferimento di tutti gli impianti pubblici calabresi. L’ex vicepresidente dell’era Scopelliti l’aveva emanata il 13 novembre, Oliverio l’ha rinnovata il 23 dicembre scorso e ora, visto che scade il 13 maggio, verrà ulteriormente prorogata. Per altri sei mesi.
Manca ancora l’ufficialità, che arriverà con un nuovo atto firmato da Oliverio, ma pare che la cosa sia stata già decisa.
Il provvedimento emanato d’urgenza alla vigilia di Natale prevede che gli impianti, ancora in attesa della Autorizzazione integrale ambientale (Aia), possano accrescere la loro capacità di trattamento fino al 50% del valore nominale, con la diminuzione dei tempi di maturazione della Fos (frazione organica stabile) e con la produzione di rifiuti e simili “non compostati”. L’ordinanza che si sta per prorogare, inoltre, rinnova anche l’intesa con i privati, i cui impianti «sono dichiarati di interesse pubblico», quindi autorizzati allo stoccaggio dei rifiuti urbani non differenziati e al successivo trattamento di trito-vagliatura.
Dunque l’emergenza continua, e la Calabria rimane la terra in cui – come rilevato in passato dalla commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite legate ai rifiuti e dalla Corte dei conti – si continua a prorogare uno stato di emergenza che, piuttosto che risolvere, aggrava l’emergenza stessa.

 

Sergio Pelaia
s.pelaia@corrierecal.it







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