Il porto di Roccella in vendita. «Privati svantaggiati»

Da Capri alla costa Smeralda, da Trieste al golfo di Salerno, passando per Roccella Jonica. Sono i luoghi che ospitano i porti turistici che lo Stato ha messo in vendita…

Da Capri alla costa Smeralda, da Trieste al golfo di Salerno, passando per Roccella Jonica. Sono i luoghi che ospitano i porti turistici che lo Stato ha messo in vendita attraverso Invitalia, società controllata dal ministero dell’Economia. Così – riporta il Corriere della Sera – sono finiti in vendita circa 2500 posti barca, distribuiti tra alcune delle più attrattive località costiere italiane, per valore totale stimato in circa 50 milioni di euro. Questo patrimonio, nei piani di Invitalia, doveva essere valorizzato attraverso un progetto partito un decennio fa e gestito da “Italia Navigando”, una società controllata proprio da Invitalia – che, nel frattempo, è finita in liquidazione per i troppi debiti accumulati. Le cose, dunque, non sono andate secondo i piani, e non solo per le indagini della procura di Civitavecchia che, per esempio, hanno coinvolto anche l’attuale amministratore delegato della società pubblica.
Il bando con cui sono stati messi in vendita i cinque porti turistici, tra cui il Porto delle Grazie di Roccella, fissava il termine per la presentazione delle domande alle ore 14 del 13 luglio scorso, ma poi la scadenza è stata prorogata a fine mese. Nel frattempo, però, un’interrogazione parlamentare, presentata a metà luglio dai dem calabresi Enza Bruno Bossio, Demetrio Battaglia e Nico Stumpo, ha chiesto al governo di sospendere l’iter. In particolare, si legge ancora sul Corriere della Sera, Bruno Bossio e Stumpo hanno puntato l’indice contro la riserva di una quota del «31% a favore di enti e/o imprese pubbliche» fissata per il porto di Roccella Jonica. Una modifica che ha «introdotto una limitazione di acquisto ai privati, che in sostanza si concretizza in una palese agevolazione dell’unico ente pubblico – il Comune di Roccella Jonica – interessato all’acquisto». E per Roccella Jonica la questione sarebbe ancora più stringente perché, per legge, i Comuni con meno di 30mila abitanti non possono detenere alcuna partecipazione.





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