LA RIVOLUZIONE MUTA | Chi vuole depotenziare la Sacal?

CATANZARO Quanta è strana questa Regione che in pieno agosto – e contrariamente alle usanze a queste latitudini – ha impresso un’accelerazione notevole ad alcune pratiche tutt’altro che facili. Senza…

CATANZARO Quanta è strana questa Regione che in pieno agosto – e contrariamente alle usanze a queste latitudini – ha impresso un’accelerazione notevole ad alcune pratiche tutt’altro che facili. Senza però darne degno risalto. Anzi, nel silenzio più assoluto. Il caso più emblematico è quanto accaduto attorno a Sacal, la società che gestisce il principale scalo aeroportuale calabrese.

 

CDA NEL MIRINO Il management della Sacal travolto dall’inchiesta della magistratura su presunti appalti “aggiustati” e sulle assunzioni clientelari – che di fatto non ha risparmiato nessuno dei vertici societari – non è stato affatto difeso – come da costume – dall’esecutivo regionale e dal centrosinistra calabrese. Viceversa i due membri del consiglio di amministrazione – Gaetano Pignanelli e Enzo Bruno – chiamati di recente a rappresentare in seno all’assetto societario rispettivamente Regione e Provincia di Catanzaro hanno chiesto l’azzeramento dei vertici. Oggetto appunto dell’attenzione della magistrati del capoluogo. Una scelta decisa, nonostante su di essi – il presidente Massimo Colosimo, il direttore generale Pierluigi Mancuso e membri del cda Floriano Noto e Giuseppe Gatto – non ci sia allo stato alcun provvedimento cautelare. Su questi nomi Pignanelli e Bruno hanno chiesto quantomeno la riconferma della fiducia da parte degli enti che rappresentano, in nome delle quote societarie detenute. Eppure, nonostante la linea chiara e coerente, l’esecutivo ha imboccato decisamente la strada del basso profilo. Si procede, ma in silenzio.

 

MILIONI DI EURO SULLO SCALO E sempre attorno allo scalo aeroportuale lametino, la giunta Oliverio sta giocando un’altra importante partita che potrebbe avere ripercussioni non solo in ambito locale. Si tratta degli appalti per innovare e potenziare l’aeroporto della Piana. Milioni di euro di fondi europei – alcune centinaia – destinati a trasformare lo scalo lametino in un hub nazionale. Dalla nuova aerostazione all’allungamento della pista, utile a consentire l’atterraggio di velivoli di portata maggiore. Ma soprattutto il trasferimento della stazione ferroviaria lametina all’interno dell’aeroporto. Una rivoluzione che muterebbe decisamente le sorti della struttura calabrese candidandola a divenire un vero e proprio hub capace di competere con altri scali nazionali. Su questi temi l’esecutivo sta lavorando alacremente e avrebbe chiesto anche la supervisione dell’Autorità nazionale anticorruzione, guidata dal magistrato Raffaele Cantone, sugli appalti per affidare i lavori di realizzazione delle varie strutture collaterali. E tenendo ben presente la strategia da portare avanti. Eppure anche in questo caso, Oliverio e suoi hanno sposato la linea del silenzio. Poche o nulle informazione nonostante la portata delle idee in campo. Sarà che ad ostacolare questi progetti, dicono i maligni, ci sia chi vorrebbe mantenere lo scalo lametino poco strategico per poi acquisirlo – una volta avviata la privatizzazione – sotto costo e gestire direttamente in proprio la massa di milioni canalizzati sull’aeroporto. Sarà, ma intanto sull’intera vicenda si mantiene il più stretto riserbo. Almeno ufficialmente.

 

Roberto De Santo
r.desanto@corrierecal.it







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto