Approvato il Bilancio della Provincia. Anzi, no

COSENZA Il Bilancio di previsione della Provincia di Cosenza è stato approvato. Anzi, no. Basta essere su due sponde opposte della politica per non essere d’accordo neppure sul “sì” a…

COSENZA Il Bilancio di previsione della Provincia di Cosenza è stato approvato. Anzi, no. Basta essere su due sponde opposte della politica per non essere d’accordo neppure sul “sì” a un documento strategico. Succede nell’assemblea presieduta da Mario Occhiuto. Per la comunicazione istituzionale dell’ente il caso (quasi) non esiste: «Il consiglio si è riunito per il passaggio finale dopo l’approvazione dello schema di bilancio nella seduta del 1° settembre cui è seguita – nel pomeriggio dello stesso giorno – una partecipata Assemblea dei Sindaci che ha espresso parere favorevole sul documento contabile». Un passaggio riporta l’intervento del consigliere Pino Capalbo (Pd), che aveva chiesto «la riconvocazione dell’assemblea dei Sindaci in quanto, non essendosi proceduto al voto per appello nominale, la votazione non è regolare e di questo si sono lamentati alcuni sindaci». Ma tutto viene derubricato per a una polemica di poco conto. Prima ci pensa Giulio Serra, consigliere comunale di San Marco Argentano ed ex consigliere regionale, a spiegare che «nessuno dei sindaci presenti ha fatto rilevare quanto riferito dal Consigliere Capalbo e nessuno ha chiesto la verifica del numero legale». Poi tocca a Occhiuto chiudere la questione. Per il presidente, «il discorso sul numero legale risulta ampiamente chiarito posto, peraltro, che lo stesso è stato superato con larghissimo margine e che comunque il segretario generale dell’ente ha dato ampia garanzia sulla regolarità della procedura». Tutto a posto? Neanche per sogno. Prima è intervenuta una nota del sindaco di Rovito, Felice D’Alessandro. Il primo cittadino si è detto sorpreso per aver scoperto che «insieme a tanti altri colleghi siamo stati considerati non solo presenti alla votazione del bilancio della Provincia, ma addirittura siamo stati conteggiati tra i voti a favore. Se questo dovesse essere confermato sarebbe molto grave. Insieme a tanti altri colleghi, infatti, dopo aver assistito alla relazione del presidente e alla discussione, per dovere istituzionale abbiamo inteso abbandonare i lavori. Ora, invece, apprendiamo che addirittura avremmo votato a favore. Il dato di fatto è che, dopo l’abbandono di decine di sindaci, è venuto meno il numero minimo richiesto dallo Statuto e, pertanto, la votazione è da considerarsi non valida. Chiedo, dunque, al presidente Occhiuto di riconvocare l’assemblea dei sindaci per ripristinare la trasparenza e la legalità».
A ribadire i dubbi manifestati da D’Alessandro è una nota della consulta dei sindaci e degli amministratori locali del Pd, nella quale si parla di «palese violazione delle norme statutarie dell’ente e della legislazione nazionale. Per rispetto istituzionale – spiegano gli esponenti democrat – abbiamo partecipato alla relazione del presidente e alla discussione generale. All’inizio dei lavori è stata registrata anche la nostra presenza, come consuetudine. Al momento del voto tuttavia, decine di sindaci o delegati dagli stessi non hanno partecipato al voto per manifestare evidentemente un dissenso politico rispetto all’impostazione e alla formulazione della proposta di bilancio. Ebbene alla fine della discussione non è stato chiamato l’appello nominale dei singoli sindaci ma sono stati registrati i soli voti di astensione e di contrarietà».
Il risultato, secondo la consulta dem è che «sono stati registrati presenti e votanti a favore sindaci che invece erano assenti. Tutto ciò è palesemente illegittimo oltre che lesivo dell’immagine delle istituzioni. Al presidente Occhiuto chiediamo, per la sensibilità da sempre dimostrata verso i colleghi sindaci, di correggere un errore così grave e di riconvocare l’Assemblea dei sindaci. Non mancherà da parte nostra un confronto per superare le criticità che ci hanno spinto ieri a non partecipare alla votazione finale. Sarebbe gravissimo se invece si legittimasse una palese violazione delle procedure anche perché ci risulta che abbia partecipato alla votazione un numero di sindaci insufficiente per voto ponderato all’approvazione del bilancio provinciale. In caso contrario, come preannunciato, ci rivolgeremo alle autorità preposte a maggior ragione se dovesse risultare dal verbale che sindaci assenti siano stati enumerati tra i voti a favore».





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