L’Asp non sa calcolare l’Iva

COSENZA La gestione dell’Iva, per l’Asp di Cosenza, è «un servizio ad alto contenuto specialistico, che richiede lo sviluppo di prestazioni altamente qualificate in materia». Nessun ufficio o impiegato era…

COSENZA La gestione dell’Iva, per l’Asp di Cosenza, è «un servizio ad alto contenuto specialistico, che richiede lo sviluppo di prestazioni altamente qualificate in materia». Nessun ufficio o impiegato era in grado di fare i conti sulla tassazione. Troppo difficile, per la sanità cosentina. Meglio rivolgersi a un team di esperti «per ottimizzare la gestione della contabilità». Traduciamo: è come se una scuola si facesse aiutare da una ditta esterna per spiegare ai docenti come si compila un registro. Nulla da ridire rispetto al lavoro della ditta, ma quella scuola, di certo, avrebbe un problema. In questo caso, il problema ce l’hanno gli uffici della sanità, incapaci di badare a una delle attività di base della contabilità.
L’Azienda, dunque, nel 2013, si è rivolta all’esterno. Ha scelto di affidare direttamente, sulla base del progetto presentato e non tramite una gara d’appalto, i propri conti alla Kibernetes, società di Locri «specializzata nel settore», che fa parte di una struttura presente sul tutto il territorio nazionale, con sedi in dieci regioni. La ditta ha fornito «un supporto di carattere normativo, metodologico e gestionale necessario per permettere all’Azienda la tenuta della contabilità nel pieno rispetto della normativa vigente».
Lo scopo è, ovviamente, «il massimo risparmio sull’Iva da versare allo Stato, tramite l’analisi approfondita di tutta la documentazione fiscale». Un compito che si sostanzia in tutta una serie di attività: c’è, tanto per dirne una, anche la «creazione di registri», assieme al «controllo di quelli esistenti». Oppure il «trasferimento di tutto il know-how necessario al personale alla gestione della contabilità Iva». Perché, alla fine dei conti, «l’attività di formazione è rivolta ad arricchire le competenze del personale dell’Azienda». Che, evidentemente, nelle postazioni dalle quali si gestiscono i conti, aveva messo impiegati presi a caso. C’è anche la formazione, nel progetto presentato all’Asp: 30 ore di “lezione” più sei di verifica. E un servizio di assistenza post-incarico. Tutto è organizzato nel dettaglio. E fa emergere il gap tra un’amministrazione pubblica “normale” e l’Azienda sanitaria.
La contabilità orale, dunque, è ben più che una leggenda: la delibera che stringe l’accordo con la Kibernetes lo dimostra. Tant’è vero che il management dell’azienda (all’epoca il direttore generale era Gianfranco Scarpelli) prevede, dopo il progetto, di «mantenere in proprio» il sistema il sistema di gestione. Segno che prima – per quanti anni? – la confusione regnava sovrana. E non soltanto per l’Iva. Gli atti dell’Asp certificano che la ditta locrese «ha già realizzato per l’Azienda analogo progetto per la gestione ottimizzata dell’Irap, permettendo di realizzare un notevole recupero di imposta per gli anni pregressi e un notevole risparmio a regime di cui attualmente l’Azienda beneficia anche per il triennio fiscale 2013-2015». Conveniente, se non fosse che la sanità, probabilmente, avrebbe dovuto attrezzarsi per conto suo e fare i calcoli in autonomia.
Intanto, con il passare del tempo, i lavori affidati alla società reggina sono andati avanti. Con buoni risultati. Per l’Asp, che ha risparmiato, e per la ditta, che ha incassato una cifra a sei zeri. Vediamo cosa è successo, scorrendo due delibere pubblicate nel 2015. La prima è del 23 gennaio. Si tratta della liquidazione della fattura per il progetto risparmio Irap per gli anni 2013 e 2014. Si scopre che questo progetto è stato attivato con un atto del 2008 e confermato con una deliberazione del 14 giugno 2011. Insomma, non è che una volta concluso, l’Asp abbia cominciato a gestire la contabilità Irap da sola. Tra l’altro, si apprende che «l’affidamento prevede un compenso per il triennio di riferimento pari a 195mila euro più Iva». Per fortuna il risparmio c’è stato: 4,3 milioni di euro per gli anni 2011-2012, mentre «per l’anno fiscale 2013 l’Azienda ha ottenuto un credito lordo pari a 1.994.190 milioni di euro». Alla Kibernetes, dunque, vanno circa 146mila euro. Spiccioli, rispetto a quello che incasserà grazie al progetto sul controllo dell’Iva. Tutto merito del grosso sollievo portato alle casse aziendali: «La società – si legge nella delibera di liquidazione delle fatture dello scorso 24 giugno – ha recuperato, per l’Asp, un credito Iva pari a 2,6 milioni per l’anno 2012 e 4,7 milioni per l’anno 2013». Di questi, la Kibernetes, secondo il contratto siglato, trattiene il 15%: fanno 871mila euro Iva compresa. Più di un milione, sommando a questa la fattura precedente.
All’Asp sono molto soddisfatti: la scelta ha portato «risultati proficui» e, anche se con qualche anno di ritardo, «si rende necessario procedere all’attivazione di una consona procedura di gara al fine di affidare il servizio di assistenza metodologica e normativa, esame e verifica delle attività Iva». Dunque, niente più affidamento diretto. Ma l’Azienda sanitaria a fare i conti da sé non ci pensa proprio. Questa storia di calcolare correttamente l’Iva è troppo faticosa.

 

Pablo Petrasso

p.petrasso@corrierecal.it







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