Sanità, il ministro prova a mediare

ROMA I diretti interessati parlano di «incontro positivo». Fuori dall’ufficialità, quello andato in scena all’ora di pranzo nella Capitale, è stato un confronto non risolutorio ma che rappresenta un’appendice a…

ROMA I diretti interessati parlano di «incontro positivo». Fuori dall’ufficialità, quello andato in scena all’ora di pranzo nella Capitale, è stato un confronto non risolutorio ma che rappresenta un’appendice a quello avuto nei giorni scorsi col governatore Mario Oliverio. Anche nell’ultima riunione la ministra Beatrice Lorenzin si è sforzata di far capire ai commissari per la sanità calabrese, Massimo Scura e Andrea Urbani, che serve collaborazione per riportare la Calabria fuori dalle secche. Il succo del ragionamento dell’esponente del governo Renzi è stato il seguente: ci possono anche essere divergenze di vedute su singoli punti, ma la collaborazione tra il governo regionale e la struttura commissariale non può venire mai meno. Di fronte a tale impostazione, a Scura e Urbani non è rimasto altro che assicurare la loro «lealtà» e il «rispetto dei ruoli».
Dal ministro, comunque, non sono arrivati solo richiami ma anche inviti a proseguire sulla strada intrapresa, perché i progressi fatti dalla sanità calabrese sono documentati e certificati dal Tavolo di verifica sul Piano di rientro. La rotta è stata invertita, insomma. Ma tutti i sacrifici rischiano di essere vanificati dai conflitti con i vertici della giunta regionale.
Scura e Urbani, come paradigma dei rapporti poco idilliaci con il presidente della giunta regionale, hanno sottoposto al ministro il caso del loro peregrinare in cerca di un ufficio idoneo a ospitarli. Già, perché mentre per il dipartimento Salute è stato trovato uno spazio all’interno della Cittadella di Germaneto, per la struttura commissariale non sembra esserci posto. Una situazione ai limiti del paradosso, che pare abbia sorpreso – e non poco – la ministra. Non solo: Scura avrebbe confessato la sua amarezza per l’aspra contestazione subita recentemente a Trebisacce. Una protesta che, a suo dire, sarebbe stata in qualche modo orchestrata da chi in Calabria bolla come «insufficiente» l’operato del commissario.
Ma tant’è. Appare certa l’intenzione di Lorenzin di investire della questione anche lo stato maggiore del Pd a Palazzo Chigi. Non tanto per richiedere un intervento diretto di Lotti e Renzi (che la nomina di Scura hanno voluto e imposto), quanto per chiedere loro di avviare un’azione di moral suasion sui soggetti protagonisti della disputa. E non è un caso che, poco dopo la fine del vertice, il responsabile sanità dei dem, Federico Gelli, sia stato notato a colloquio, in Transatlantico, con la stessa Lorenzin. Sono ore di mediazione sull’asse Roma-Catanzaro. Obiettivo: portare attorno allo stesso tavolo Oliverio, Scura e Urbani e avviare una nuova fase nei rapporti tra Regione e commissari.

Antonio Ricchio

a.ricchio@corrierecal.it







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