Marrelli Hospital, Nesci chiede le dimissioni di Scura e Urbani

CATANZARO È direttamente al Presidente del Consiglio, al Ministro della Salute e al Ministro dell’Economia che la deputata Dalila Nesci ha chiesto la testa del commissario Massimo Scura e sub…

CATANZARO È direttamente al Presidente del Consiglio, al Ministro della Salute e al Ministro dell’Economia che la deputata Dalila Nesci ha chiesto la testa del commissario Massimo Scura e sub commissario Andrea Urbani, responsabili dell’attuazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario della regione Calabria. Questa volta la pietra del contendere e dell’interrogazione presentata dalla deputata pentastellata è la situazione del Marrelli hospital, cui è stata rigettata l’istanza per il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio di attività sanitaria per una motivazione «meramente semantica – spiega Nesci – laddove a fronte del provvedimento di riconferma alla realizzazione (di una struttura di tipo sanitario, peraltro, già costruita da anni) rilasciato dal Sindaco di Crotone, i sottoscrittori del DCA n. 89 affermano testualmente “che non risultano intellegibili la portata ed il senso di un provvedimento di riconferma posto che il provvedimento originario è valido ed efficace (ed in questo caso non è necessaria alcuna “riconferma”) o il provvedimento ha perso efficacia e, in questo ultimo caso, si dovrebbe parlare di rilascio di nuovo provvedimento”». Al contrario, sottolinea la deputata «ad altre strutture in identica situazione amministrativa del Marrelli Hospital, sono già state concesse le autorizzazioni all’esercizio da parte della Regione», dunque per la Nesci «appare evidente l’abuso commesso dai commissari, in quanto la deliberazione del Consiglio dei Ministri relativa alla nomina di commissari assegna loro esclusivamente l’attuazione della normativa statale in materia di autorizzazioni e accreditamenti istituzionali, mediante adeguamento delle vigente normativa regionale e non già il rilascio delle singole autorizzazioni, che compete al dirigente generale del Dipartimento». In più, sottolinea la deputata del M5s l’abuso sarebbe doppio perché proprio i commissari hanno proposto un progetto di legge regionale che prevede di conferire al dirigente generale del dipartimento Sanità la competenza del rilascio della autorizzazione, immediatamente rigettato dal Consiglio Regionale perché inammissibile e in contrasto con la previsione. Ancora, per Nesci «lo stesso abuso è ancora dimostrato dal fatto che i DDCA di approvazione o rigetto delle istanze richiedenti il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio da parte di strutture private non sono trasmessi per il relativo parere ai Ministeri affiancanti, come, invece, avviene obbligatoriamente per tutti gli altri DCA emanati dai commissari, configurando in tal modo un chiaro abuso del ruolo commissariale». Da tutto questo – conclude la deputata – «si evince un comportamento difforme da parte dei commissari Scura ed Urbani e del dirigente generale del Dipartimento, Fatarella, rispetto a identiche fattispecie, laddove in forza di una identica norma hanno accettato l’istanza di alcuni e rigettato l’istanza di altri con ciò comportando un triplo effetto negativo con danni economici al singolo imprenditore – con possibile insorgenza di contenzioso penale e contabile contro la regione Calabria – e con, ancora più grave, ostacolo all’incremento dei livelli occupazionali nonché a una migliore tutela della salute dei cittadini in un ambito, l’oncologia, per cui vi è un’enorme migrazione sanitaria dalla regione Calabria». Circostanze tutte poste dalla deputata all’attenzione del Presidente del Consiglio e dei Ministro della Salute e dell’Economia per chiedere «quali urgenti iniziative di competenza intendano adottare per l’immediata rimozione del decreto segnalato in premessa e per garantire la rapida conclusione secondo legge della procedura autorizzativa in argomento», ma anche se «alla luce della gravità estrema di quanto esposto, non ritengano di dover procedere alla revoca degli incarichi di commissario e sub commissario per l’attuazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario della regione Calabria, nei confronti degli attuali titolari Massimo Scura e Andrea Urbani».







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