Reggio, Scura incontra i sindaci della provincia

REGGIO CALABRIA È stato un confronto serrato quello tra il commissario ad acta della sanità calabrese Massimo Scura e i sindaci dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria a palazzo Campanella…

REGGIO CALABRIA È stato un confronto serrato quello tra il commissario ad acta della sanità calabrese Massimo Scura e i sindaci dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria a palazzo Campanella sul tema, particolarmente scottante, dell’organizzazione della rete ospedaliera e del piano di rientro del debito. Da una parte c’è stata la corposa esposizione del commissario sulla nuova definizione delle strutture sanitarie in base al decreto n. 9 e, dall’altra, le critiche e le richieste di chiarezza mosse dai primi cittadini in merito a questo provvedimento. I sindaci hanno invocato soprattutto garanzie sulla qualità dei servizi in tempi brevi ponendo l’accento sulla situazione emergenziale presente sul territorio. Particolarmente accesa è stata la discussione relativa alla costruzione del nuovo ospedale di Palmi. Al riguardo Scura, dopo aver premesso che alcuni ospedali (a Trebisacce e a Praia a Mare in primis) sono stati chiusi colpevolmente «prima di realizzare i nuovi comportando gravi disservizi», ha evidenziato che «entro una o due settimane al massimo s’inizierà a stendere le planimetrie per l’ospedale della Piana» e che «per completarlo ci vorranno almeno quattro anni». «Successivamente – ha proseguito Scura – quando sarà operativa questa struttura valuteremo cosa accadrà prima di smantellare altri ospedali», nella fattispecie Polistena e Gioia Tauro. E proprio il sindaco di Polistena, Michele Tripodi, ha tuonato contro Scura affermando che «l’ospedale di Polistena, al momento in agonia, non può chiudere. Non è possibile costruire a Palmi una struttura ospedaliera fotocopia di Polistena bensì complementare. I conti sono importanti ma ci dev’essere una logica e il decreto 9 non ha logica. Come sindaci della Piana – ha poi evidenziato – abbiamo chiesto la modifica al decreto altrimenti faremo una grande manifestazione di protesta chiedendo le dimissioni di Scura». Altra importante questione affrontata è stata la vicenda, tormentata, dell’attivazione della Cardiochirurgia negli ospedali Riuniti di Reggio, «attualmente in itinere», secondo Scura, che ha aggiunto: «Stiamo cercando le modalità per avere un primario in questo reparto al fine di farlo partire e si vorrebbe trasferire al Morelli tutta o in parte l’attività svolta ai Riuniti. Ma occorrono soldi, che adesso ci sono solo per Catanzaro».
Il commissario ad acta si è poi soffermato su alcune criticità presenti nella sanità calabrese quali la forte spesa sulla prevenzione a cui però non corrispondono adeguati servizi erogati con uno spreco di risorse e l’assoluta necessità di nominare i primari, per assicurare l’eccellenza nelle prestazioni. E inoltre «In Calabria ci sono circa 70 strutture vuote, costruite con soldi pubblici». Lo stesso Scura ha poi assicurato che si sta lavorando sul rispetto e la chiarezza degli accordi regionali. Piuttosto critici con le azioni del commissario tramite il decreto 9 anche il sindaco di Locri, Giovanni Calabrese e il collega di Scilla, Pasqualino Ciccone, mentre Paolo Laganà di Motta San Giovanni ha auspicato che l’ospedale di Melito possa diventare l’unità centrale dell’azienda ospedaliera “Bianchi-Melacrino-Morelli” per sostenere l’emergenza di Reggio.

red. rc





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