Provincia Reggio, il bilancio passa all’unanimità

REGGIO CALABRIA Voto unanime a palazzo Foti: il bilancio di previsione 2015 dell’ente guidato da Giuseppe Raffa incontra il parere favorevole corale dell’assemblea. In altre parole, come d’altronde sottolineato dal…

REGGIO CALABRIA Voto unanime a palazzo Foti: il bilancio di previsione 2015 dell’ente guidato da Giuseppe Raffa incontra il parere favorevole corale dell’assemblea. In altre parole, come d’altronde sottolineato dal consigliere Mimmo Battaglia, «un gesto di consapevolezza da parte della minoranza consiliare, considerando che il documento trattato oggi in aula lo registriamo come tra gli ultimi atti, in tal senso, prodotti dall’amministrazione provinciale. Un indirizzo di piena collaborazione in conclusione di mandato che intende suggellare un lavoro quinquennale, che, soprattutto quest’anno, ha visto l’assessore al Bilancio, Giovanni Verduci coinvolgere tutti i membri del Consiglio».

Parla di «segnale politico importante», Battaglia, di «gestione condivisa sulle tematiche prerogativa della Provincia» e di «fiducia ad un documento che, pur nelle note ristrettezze economiche cui soggiacciono le amministrazioni locali, prevede una serie di interventi sul territorio reggino e nei principali settori di competenza».

Un aspetto che viene evidenziato anche dal presidente Raffa. «Un modello di gestione della cosa pubblica nuovo proprio perchè condiviso e partecipato. In un momento di difficoltà oggettiva, abbiamo capito che creare sinergie è ben più produttivo che innalzare muri e fomentare contrapposizioni. Direi – rimarca con una certa soddisfazione il presidente – che abbiamo lavorato in tal senso sulla scorta di un’idea semplice ma significativa: i problemi del territorio sono così acuti che non meritano colori politici ed appartenenze ideologiche, ma vanno trattati con sinergie e programmi produttivi che non siano utili solo a primogeniture».

Raffa ci tiene a far risaltare un versante che vada oltre il calcolo, nella consapevolezza che il cittadino «guarda con ostilità a diatribe mediatiche che lasciano il tempo che trovano, in particolare in una realtà come la nostra, dove alcune problematiche sono più presenti che altrove e dove, quindi, si attendono risposte più celeri». I numeri vengono definiti dal presidente dell’amministrazione provinciale “asfittici”, ma è pur vero, ribadisce, «che si pagano i tagli ai trasferimenti statali». Nonostante ciò la gratificazione maggiore di Raffa risiede nell’aver chiuso in attivo. Tra le 10 città metropolitane solo Reggio e Bari possono contare su un documento contabile sano. «Era questo che volevamo per il territorio, consegnare un rendiconto sano che fosse frutto di un percorso costruito insieme nell’interesse di Reggio e della sua provincia».

Nello specifico, è stato l’assessore Verduci a mettere in luce nella sua relazione degli ambiti precisi di intervento: “Sociale e cultura, misure di sostegno ai comuni e alla promozione del territorio senza tralasciare edilizia scolastica, difesa del territorio, servizi essenzali garantiti e salvaguardia della dotazione occupazionale dell’ente”.

Passando ai numeri ed analizzando in via generale la situazione finanziaria delle città metropolitane, emerge che Reggio Calabria, Bari e Napoli hanno rispettato, al contrario di Bologna, Firenze, Genova, Milano, Roma e Venezia, gli obiettivi del patto 2015. Bari e Napoli, diversamente dalla città dello Stretto, hanno però potuto contare su alienazioni del patrimonio. Reggio, quindi, raggiunge l’equilibrio di bilancio per l’annualità 2016 con un avanzo di 12 milioni di euro, mentre il resto delle città metropolitane ha stime di disavanzo anche abbastanza elevate se si guarda ai 114 milioni di Roma Capitale per un totale, nell’insieme dei 10 capoluoghi messi a confronto, di quasi 380 milioni di euro. 

Giusy Ciprioti 

redazione@corrierecal.it





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