«Nessuna pressione per la mia nomina al Parco d’Aspromonte»

Riceviamo dal dottor Francesco Malara, stimato commercialista, revisore dei conti del consiglio regionale della Calabria, neosindaco del Comune di Santo Stefano e, da ultimo, amministratore del Parco d’Aspromonte, una lunghissima…

Riceviamo dal dottor Francesco Malara, stimato commercialista, revisore dei conti del consiglio regionale della Calabria, neosindaco del Comune di Santo Stefano e, da ultimo, amministratore del Parco d’Aspromonte, una lunghissima lettera che, al netto di qualche insulto e di qualche livoroso richiamo, intenderebbe precisare che: «Sull’assunto dell’emendamento ad personam c’era già stato modo di chiarire come la legge regionale 2/2013 non impedisse la candidatura a sindaco di chi fosse stato nominato componente del Collegio dei Revisori della Regione, ma impediva di essere nominato componente del Collegio a chi fosse già amministratore di un ente locale della medesima Regione.
Anche sui legami di parentela è stato abbondantemente detto a suo tempo, ma quando si è “assetati di trasparenza e chiarezza” come il giornale in questione, si avverte evidentemente la profonda necessità di collegare tra loro, prima, i parenti viventi e poi i vivi ai morti… Vuoi mai che un legame di parentale riesca a sopravvivere alla morte facendo aleggiare il proprio spirito anche solo per pochi eletti… Domanda: qual è la notizia?
Andiamo al fatto narrato: Malara il 15 luglio scorso è stato eletto dalla Comunità del Parco quale membro del Consiglio direttivo, a dire del Corriere della Calabria (ben informato), grazie al voto determinante di Sebi Romeo, delegato dal Presidente della Regione per partecipare al consesso e, dunque, secondo la testate online, per esprimere il proprio voto nei confronti di Malara. Questa sì che è una notizia! Romeo è stato delegato secundum legem per fare quello che sempre la legge consente, ma il Corriere dimentica i dati di fatto, quelli documentali, in sostanza dimentica… la notizia! Malara è risultato eletto con 15 voti, a fronte di nove voti andati al candidato contrapposto, Vizzari. Dunque? È ancora plausibile sostenere quanto determinante sia stato il voto di Sebi Romeo, pur essendo lapalissiano che la sua assenza non avrebbe avuto poi una grande incidenza? D’altro canto, ove Romeo avesse votato per Malara, quale sarebbe il fatto? Malara è stato consigliere nazionale del Pd, ha partecipato a tutte le campagne elettorali del centrosinistra a partire dal 1994/1996 fino alle ultime elezioni elettorali per la Città di Reggio Calabria. Pertanto nessuna stranezza è ravvisabile in ordine all’eventuale appoggio, salvo voler vedere del marcio ovunque.
Quanto al fatto che il Parco è titolare di ingenti risorse economiche, è auspicabile che le stesse vengano amministrate nell’interesse del territorio di riferimento, alla cui tutela il Parco è preposto ed è di pessimo gusto, oltre che diffamatorio, pensare che le risorse in questione possano essere appannaggio del singolo, affermazione che finisce con lo screditare in modo assolutamente gratuito l’attività dell’intero Consiglio direttivo dell’ente composto da ben nove membri.
Ora, ironia a parte, ci si chiede davvero e con molta serietà dove sia la notizia. Il titolo parla di “pressioni”, eppure non è dato comprendere né come né verso chi le stesse sarebbero state esercitate. E se fosse come il Corriere della Calabria sostiene, considerato che il voto è stato espresso da un consesso di Sindaci, tutti amministratori locali, giuridicamente preparati e titolari delle facoltà e dei poteri derivantigli dall’essere membri della Comunità del Parco, perchè la questione non è stata sottoposta, come sarebbe stato opportuno e necessario ai fini della trasparenza dovuta, alla stessa attenzione della Comunità perchè assumesse i provvedimenti necessari? O piuttosto le tanto paventate “pressioni” sono frutto di un’elaborazione a posteriori volta a screditare ancora una volta la figura di Malara? Che scarsa considerazione degli amministratori locali e che svilimento dei relative ruoli, se davvero tutto fosse come il Corriere ha inteso dipingerlo!
Non ci si abbandoni, pertanto, a facili moralismi su parentele e presunti emendamenti ad personam (sui quali, peraltro, il governo interessato non ha ritenuto di intervenire) per poi scadere in altrettanto personalistici attacchi che di notizia non hanno il minimo sentore».
La lettera si conclude con, al posto dei saluti di rito, la seguente frase: «Valuterà la Procura competente il da farsi». Il che vuol dire tante cose. Fosse stata rivolta al presidente della Regione sarebbe stata un’intimidazione, secondo le ultime chiavi di lettura offerte dalla politica del Pd calabrese. Nel nostro caso, invece, può significare la riserva di querelarci o può fare riferimento a indagini che la Procura, su queste vicende, sta conducendo. Nell’uno e nell’altro caso, non abbiamo palpitazioni.

 

La redazione del Corriere della Calabria





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