Oliverio: «Le verifiche su Gioffrè spettavano agli uffici»

CATANZARO Vi è una differenza sostanziale tra la figura del commissario straordinario e quella del direttore generale di una struttura sanitaria. Secondo gli avvocati Gualtieri e Morcavallo – che rappresentano…

CATANZARO Vi è una differenza sostanziale tra la figura del commissario straordinario e quella del direttore generale di una struttura sanitaria. Secondo gli avvocati Gualtieri e Morcavallo – che rappresentano Mario Oliverio nel ricorso al Tar contro l’interdittiva comminata dall’Autorità nazionale anticorruzione – errano l’Anac e il responsabile locale dell’anticorruzione nel ritenere che un commissario sia sottoposto alla stessa disciplina in materia di inconferibilità prevista per il direttore generale. I guai per il governatore della Regione sono nati, infatti, in seguito all’assegnazione dell’incarico di commissario dell’Asp di Reggio Calabria a Santo Gioffrè, una scelta che avrebbe violato l’articolo 8 del decreto legislativo 39 del 2013 in base al quale non si potevano conferire incarichi a soggetti che nei 5 anni precedenti nello stesso territorio in cui si è ricevuto il mandato avevano partecipato a competizioni elettorali. Ma Gioffrè aveva partecipato alle amministrive del 2013 a Seminara, candidandosi come sindaco, senza essere eletto.

L’incarico, secondo l’Anac, era inconferibile e questo è costato una interdittiva di tre mesi al governatore divenuta esecutiva lo scorso quattro ottobre. Una decisione alla quale Oliverio si è opposto ricorrendo al Tar. Sull’inconferibilità dell’incarico a Gioffrè sono state presentate due censure in particolare. La prima fa leva sulla differenza sostanziale tra la figura del commissario straordinario e quella del direttore generale di una struttura sanitaria. Si cita, a questo proposito, la circolare Madia laddove si afferma che l’incarico di commissario straordinario può essere conferito anche a un pensionato (com’è il caso del commissario al Piano di rientro Massimo Scura) perché non costituisce incarico dirigenziale. La seconda censura all’interdittiva si basa sulla circostanza che l’aver fatto riferimento a una circolare del governo fa sì che non sia addebitabile al presidente nessuna colpevolezza nella mancata osservanza del decreto 39.

Le argomentazioni del ricorso confidano, dunque, nella legittimità di un dispositivo del governo. Ultima argomentazione: non era compito del presidente verificare le cause di inconferibilità nei confronti del soggetto che questi aveva designato perché tale compito spettava agli uffici amministrativi. Il presidente del Tar, Guido Salemi, ha quindi fissato per il prossimo 15 ottobre l’udienza per la trattazione da parte del collegio. Salemi ha poi respinto la domanda di provvedimento cautelare urgente visto che l’udienza è stata fissata entro breve tempo. La Regione e l’Anac hanno tempo per costituirsi in questo procedimento entro il 14 ottobre.

 

Alessia Truzzolillo

a.truzzolillo@corrierecal.it







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