Ferro e Tallini: «Mandare a casa Oliverio, non Santelli»

CATANZARO «Proprio ora che la maggioranza di centrosinistra guidata da Oliverio sta implodendo, sotto i colpi di consiglieri “non allineati” come Flora Sculco e Francesco Guccione, c’è nel centrodestra chi…

CATANZARO «Proprio ora che la maggioranza di centrosinistra guidata da Oliverio sta implodendo, sotto i colpi di consiglieri “non allineati” come Flora Sculco e Francesco Guccione, c’è nel centrodestra chi continua a lavorare per le divisioni, lanciando l’ennesimo “salvagente” al governatore in difficoltà». Domenico Tallini, nella duplice veste di consigliere regionale e coordinatore provinciale di Forza Italia Catanzaro, difende Jole Santelli dalle accuse di quattro colleghi di opposizione (Salerno, Morrone, Graziano e Nicolò hanno chiesto il commissariamento di Fi e la conseguente cacciata della coordinatrice regionale) e rilancia, accusandoli di intelligenza con il “nemico”.
«È evidente – spiega Tallini – che un centrodestra unito e determinato, non più disponibile a trattative sottobanco, risulterebbe assai sgradito al presidente Oliverio che oggi stenta a contenere l’ondata di contestazioni che gli arrivano dall’interno del suo stesso partito e della sua coalizione».
Tallini guarda, soprattutto, alle prossime comunali: «Non bisogna dimenticare che sono in dirittura d’arrivo le elezioni nelle città di Cosenza e Crotone che avranno inevitabili riflessi sulla politica regionale. Ci sono le condizioni per vincere, dopo i successi di Vibo Valentia, Lamezia Terme e Gioia Tauro, ma solo se tutti remeranno nella stessa direzione. Alla luce di queste considerazioni, appare veramente paradossale l’iniziativa dei quattro consiglieri regionali che chiedono la testa del coordinatore regionale di Forza Italia Jole Santelli, forse con l’obiettivo di gettare nel caos il centrodestra».
E «non è la prima iniziativa di questo genere (in effetti i quattro consiglieri forzisti avevano chiesto nelle scorse settimane l’espulsione di Tallini, ndr). Ho l’impressione – affonda l’ex assessore regionale – che i quattro colleghi sognino un partito alla Renzo Arbore, all’insegna del motto “meno siamo, meglio stiamo”, chiudendo le porte a tutte le novità, vedi il gradito (almeno per noi) ritorno del senatore Caridi. Credo che i quattro non si rendano conto che questo continuo appello alle espulsioni e ai commissariamenti sta disorientando il popolo dei moderati calabresi che ci chiede di mandare a casa Oliverio e non Jole Santelli. Che pure avrà commesso qualche errore, ma certamente non si è risparmiata, con passione e impegno, per ricostruire il partito e il centrodestra dopo la sconfitta annunciata delle regionali. Le nomine effettuate –conclude il consigliere regionale – potranno non piacere a qualcuno, ma sono il segnale della vitalità del partito, la testimonianza che ci sono energie disposte a spendersi per l’affermazione e la crescita di Forza Italia sui territori».

WANDA FERRO: «POLEMICA INCOMPRENSIBILE» La vicecoordinatrice forzista Wanda Ferro sposa la linea di Tallini: «Forza Italia deve onorare gli impegni presi con i calabresi conducendo un’opposizione dura, seria e responsabile contro un governo regionale che si sta distinguendo per immobilismo, inefficacia e incapacità di relazionarsi con il governo nazionale in maniera proficua per gli interessi della regione». L’obiettivo è Oliverio, non Santelli: «Mentre scende in maniera rapida ed inesorabile il gradimento per un governo nazionale che dimostra di ignorare gli interessi della Calabria e soprattutto di non tenere in alcuna considerazione il governo guidato da Oliverio, perdersi nelle polemiche interne è un suicidio politico. L’intero partito regionale, a partire dalla rappresentanza in consiglio regionale, dovrebbe mettere alle corde Oliverio e la sua maggioranza, colpire sui tanti punti deboli di un’azione di governo che ha l’andatura lenta di un bradipo, condizionata dai contrasti interni, incapace di incidere nonostante l’urgenza e la gravità delle questioni che interessano il presente e il futuro dei calabresi». Per questo è «incomprensibile che la lotta di Forza Italia in Calabria appaia rivolta all’interno piuttosto che contro il centrosinistra: si rischia di dare ai calabresi l’impressione di un partito attento più alle nomine e alle questioni personali che ai problemi reali dei cittadini. Quanto avvenuto anche durante la campagna elettorale regionale – in un contesto politico nazionale già di per sé proibitivo e con la pesante eredità di un’interruzione traumatica della precedente legislatura – dovrebbe avere insegnato che il nostro elettorato non ama le divisioni e la litigiosità». Ferro si mostra vicina alla coordinatrice regionale: «Va dato merito a Jole Santelli di avere lavorato per la tenuta di Forza Italia in Calabria in un momento difficilissimo per il centrodestra nell’intero Paese, impegnandosi per la riorganizzazione del partito, il coinvolgimento di forze fresche e capaci, senza trascurare l’impegno parlamentare rivolto alla difesa degli interessi dei calabresi nei confronti di un governo nazionale sempre più nemico e ostile. Forza Italia deve ritrovare unità e coesione mentre sono alle porte le prossime elezioni amministrative in grandi città come Cosenza e Crotone, che rappresenteranno una cartina al tornasole per attestare la delusione dei calabresi per il malgoverno del centrosinistra, ma anche un banco di prova importante per Forza Italia e per il percorso da costruire con tutto il centrodestra». 

L’UFFICIO DI PRESIDENZA SI SCHIERA CON SANTELLI Intervengono a supportare la coordinatrice regionale anche i membri dell’Ufficio di presidenza di Forza Italia. Maria Tripodi, consigliera nazionale di Fi, Manuela Altilia, Sabrina Rondinelli, Giusy Regalino, Ginevra Vercillo, Fabio Pisciuneri, Francesco Filomarino e Peppe Romeo scrivono che «la nostra coordinatrice regionale è riuscita a produrre una vera spinta innovatrice garantendo spazi e ruoli a giovani e volti nuovi. Ha avuto la capacità di opporsi con grande determinazione e con non pochi rischi alle logiche della conservazione e in particolare è riuscita a tracciare solchi profondi con podestà e feudatari che rappresentano il peggio che la politica calabrese sia stata in grado di partorire». Tutti chiedono a Jole Santelli di proseguire lungo la strada tracciata, «per consentire anche in Forza Italia l’affermazione di una nuova classe dirigente capace di contribuire a risollevare le sorti della  nostra Regione. Ed è per questo che siamo convinti che il partito abbia bisogno in questo momento di unità e non di soggetti che vogliono dividere mettendo in discussione il lavoro fin qui messo in campo dalla nostra coordinatrice». Gli otto membri dell’Ufficio di presidenza criticano l’intervento dei quattro consiglieri regionali: «Non accettiamo che oggi si possa pensare che il partito sia oggetto di altri interessi che nulla hanno a che fare con la passione e l’impegno di chi opera dietro le quinte per il rilancio del partito a cui abbiamo aderito subito. Non siamo disposti ad  accettare che i 4 consiglieri, Graziano, Nicolò, Salerno e Morrone pensino di giocare a danno di “Forza Italia Calabria”, in un momento in cui si avvicinano appuntamenti elettorali importanti. Noi vogliamo unità di intenti e non atteggiamenti di parte. I pretesti messi in atto dai 4 consiglieri sono una offesa per tutti noi. La pretestuosa richiesta di commissariamento del partito è solo una forma di protagonismo che nasconde altri interessi».







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