Guerini (e Adamo) lanciano Presta

COSENZA «Da oggi in poi dobbiamo valorizzare Presta». È l’invito che il Pd – attraverso le parole di Nicola Adamo – lancia a tutto il partito. O meglio, a tutti…

COSENZA «Da oggi in poi dobbiamo valorizzare Presta». È l’invito che il Pd – attraverso le parole di Nicola Adamo – lancia a tutto il partito. O meglio, a tutti i dem riuniti nella sede di viale Trieste. L’occasione è l’arrivo, a Cosenza, del vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini. Una visita tanto attesa per sigillare l’unità, per altri – vedi simpatizzanti Paolini – per esprimere il proprio dissenso. Perché Guerini arriva all’indomani delle primarie del Pd, celebrate in tutta Italia, ma non a Cosenza. Mentre pronuncia queste parole davanti al luogo dell’incontro ci sono alcuni esponenti del Pse (il partito del grande “ripudiato”, Enzo Paolini) che «denunciano la mancanza di democrazia» per non aver fatto le primarie. Il vicesegretario è «soddisfatto per i risultati raggiunti domenica con le primarie in diverse città, significative dal punto di vista politico». 

GUERINI E LE MANCATE PRIMARIE A COSENZA E sul caso Cosenza Guerini aggiunge: «Il Partito democratico ha i propri strumenti e le proprie regole sulla scelta del candidato e lo fa o con le primarie o laddove c’è una forte condivisione con i propri organismi. Lo statuto è chiaro su questo punto. E sia a Cosenza che a Crotone farà delle scelte ponderate e finalizzate a rispettare le sue regole».
Il tema più caldo – che è poi il motivo per cui è venuto – è l’investitura di Lucio Presta. Il Pd cosentino – dopo mesi di indecisioni – converge su Lucio Presta includendo anche i Morrone (Ennio arriva all’incontro con Guerini assieme al figlio Luca, ex presidente del consiglio comunale e tra i firmatari della sfiducia al sindaco Mario Occhiuto), Giacomo Mancini (in piedi nella saletta gremita) e mettendo d’accordo i vari Carlo Guccione (che ascolta Guerini in un’altra stanza e dopo poco va via), Nicola Adamo ed Enza Bruno Bossio in prima fila.  
Il vicesegretario dem ai giornalisti – che fanno notare un’incongruenza tra il Pd che sceglie Presta e il manager dei vip che non si stanca di ripetere che «è il Pd che ha scelto lui» – spiega: «Il problema non è Presta che va dal Pd o il Pd che va Presta, ma sono Presta e il Pd che devono andare dagli elettori». Vuole smorzare le polemiche e ci tiene a ribadire che poi le scelte «sono territoriali». In particolare, in riferimento alle possibili alleanze (di Ncd, in particolare) «per una grande coalizione che è quella che serve in una città come Cosenza». Ma su questo non aggiunge altro anche perché il nodo alleanze è un altro dei motivi per cui è arrivato nella città di Telesio.

INTESA CON I VERDINIANI «Non so se c’è un accordo con i verdiniani, ma dobbiamo tenere dentro con noi – dice Guerini ai giornalisti – sia le forze politiche che le energie presenti nella città, l’importante è la condivisione dei programmi e la lealtà nel sostenere i candidati. Invito quanti non concordano sulla candidatura di Presta a valutare bene che cosa c’è in gioco e quali le candidature competitive, perché è facile rompersi, ma anche cadere in scelte identitarie che poi non hanno la possibilità di giocarsi efficacemente la partita sul terreno elettorale». Perché – lo ripete più volte in modo pacato – «il frazionismo non aiuta». Una regola che cerca di mettere in pratica, incontrando dirigenti, sindaci, simpatizzanti e new entry. Mentre al tavolo dei relatori con il suo classico aplomb lo aspetta Lucio Presta. Il manager dei vip arriva in anticipo e ascolta tutti. Non c’è il governatore Mario Oliverio che – dicono – è assente per motivi istituzionali. 

L’INCONTRO CON I DIRIGENTI DEL PARTITO La piccola sala della sede del Pd è stracolma. Tanti aspettano da un po’ l’arrivo di Guerini. Non è tanto la curiosità di sentire che cosa dirà, ma «celebrare l’unità del partito». Il segretario cittadino Luigi Guglielmelli fa presente a Guerini che «il Pd a Cosenza è unito. Non c’è nessun candidato calato dall’alto ma scelta condivisa su Lucio Presta che è in campo da anni». Concetto ribadito dal segretario regionale Ernesto Magorno che cita e saluta i Morrone e Mancini proprio a sottolineare «l’importanza della grande coalizione che qui a Cosenza si deve realizzare». 
Quando prende la parola Nicola Adamo nessuno – forse – si aspettava un “discorso da renziano”. È lui che entra nel merito della polemica sulle primarie e senza mezzi termini afferma: «Il discorso non è primarie sì o primarie no, ma si tratta di un problema di metodo». E fa degli esempi: «Ncd non ha mai detto che voleva le primarie. Enzo Paolini non ha mai detto di essere il candidato unitario. Ma l’unica candidatura su cui c’è stata ampia convergenza è stata quella di Presta. Chi ora polemizza sulle primarie in realtà è stato il primo a volere Presta. Il Pd non può parlare lingue biforcute al suo interno. Abbiamo bisogno di un partito che abbia bisogno di una sua unità ma dobbiamo essere presenti nelle liste con tutte le sfaccettature. È una questione di alleanze. Che il caso Cosenza abbia una sua specificità non deve stupire. La scelta di Presta ci aiuta a far arrivare il messaggio che vogliamo trasmettere. Se ci fosse stato Giacomo Mancini sindaco avremmo avuto la dimostrazione plastica del Partito della Nazione. Cosenza è la cartina al tornasole del rapporto tra Verdini e il Pd, più chiaro di quello tra Ncd e il governo». Adamo usa una metafora e definisce Presta «il coperchio di una pentola (il partito, ndr) che bolle». Dopo di lui diversi gli interventi pieni di sostegno a Presta e di invito all’unità del partito. Come quelli arrivati da Stefania Covello, Sandro Principe, Bianca Rende e Salvatore Perugini. 

LA SODDISFAZIONE DI PRESTA Lucio Presta, dopo due ore di confronto con i dirigenti del Pd, va via soddisfatto da quella che di fatto è stata una investitura ufficiale della sua candidatura. «Penso – afferma – che sia stato un incontro molto positivo. Anzi, semmai ce ne fosse bisogno, è l’ennesima conferma che il Pd sia nazionale, sia regionale che cittadino è accanto a me». Non vede nessuna spaccatura eclatante. «Il centrosinistra è unito – aggiunge – a parte una piccola defezione. Ma per me è già tanto considerando che sono partito da solo». Nessuna polemica con Paolini o con chi voleva le primarie: «Non mi occupo di polemiche ma di lavoro. Non conosco Enzo Paolini che rispetto. Lui corre la sua gara e io la mia». Il manager dei vip «è molto felice» dell’arrivo di Guerini giunto per ufficializzare la sua candidatura: «Sono contento, anche se l’ha deciso lui di venire, non l’ho chiesto io». 

Mirella Molinaro
m.molinaro@corrierecal.it







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