Cosenza, la grande alleanza si è impantanata

COSENZA La grande armata che dovrebbe portare Lucio Presta sulla sedia di sindaco, per adesso è impantanata nella palude dei reciproci sospetti. Al suo ritorno in città Presta ha trovato…

COSENZA La grande armata che dovrebbe portare Lucio Presta sulla sedia di sindaco, per adesso è impantanata nella palude dei reciproci sospetti. Al suo ritorno in città Presta ha trovato parecchio malumore tra i colonnelli e le truppe, rimaste in sua assenza piuttosto immobili. Di qui la necessità di intensificare gli incontri, come quello che si è svolto nella sede di Amo Cosenza tra Presta e i leader del Pd, per verificare lo stato delle cose e trovare le motivazioni – fin qui un po’ scarse – per muoversi verso lo scontro che si annuncia certamente non facile. 
Il candidato non ha risparmiato critiche alle liste a lui collegate, accusandole di poca iniziativa, ma nello stesso modo hanno reagito i candidati, imputando a Presta non solo una prolungata assenza dal fronte elettorale, ma anche una comunicazione debole e inefficace. In realtà, da parte delle liste radunatesi attorno all’imprenditore dello spettacolo che vuole diventare sindaco di Cosenza, ci si aspettava una campagna sin da subito impetuosa e trascinante, cosa che invece fin qui non è stata. Del resto nemmeno le stesse liste sembrano aver preso in mano iniziative travolgenti. Ma i problemi più grossi sembrano abitare in casa Pd, dove i sospetti da corte rinascimentale hanno bloccato di fatto ogni iniziativa, al punto che c’è da domandarsi se a viale Trieste (sede del Partito democratico) sanno che il 5 giugno si vota. Ovviamente lo sanno benissimo, ma come spesso accade il partito è dilaniato tra diverse posizioni. Da una parte c’è chi mira a formare liste più rappresentative delle correnti interne al partito, per cercare una affermazione di quest’ultime e chi invece vorrebbe una lista forte e in grado di una ottenere una significativa affermazione per il partito tutto, ovviamente a favore del candidato sindaco.
Come se non bastasse, due big del partito, Carlo Guccione e Mario Oliverio, si scambiano reciprocamente la stessa accusa, quella di attendismo e mancanza di impegno, consumando con ciò una mai sanata questione interna. Anche per smentire un suo defilamento dalla battaglia elettorale, Mario Oliverio avrebbe garantito la presenza di un suo rappresentante alla riunione con Presta. Infine c’è la terza incognita, quella di cui tutti parlano come di un ipotetico e temuto terzo polo, eventualmente costituito dalle forze che rappresentano i Gentile, fin qui ben fermi e decisi a non scoprire le carte. In questo clima di incertezza si osserva anche il bassissimo profilo scelto dalle liste di Morrone, che fino ad ora non è mai, nemmeno tiepidamente, uscito allo scoperto. Non si ricorda infatti un solo manifesto a loro attribuibile con su scritta la parola magica: Presta sindaco. Evidentemente fiutare l’aria che tira fa parte di questa campagna elettorale ancora sottotraccia.

Michele Giacomantonio
redazione@corrierecal.it







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