Valle dell’Oliva, la Commissione Ambiente ad Amantea

AMANTEA «Ritengo, certo di interpretare anche il pensiero di tutti i componenti della Commissione, che una verifica come quella che abbiamo compiuto oggi sul territorio sia un punto di partenza…

AMANTEA «Ritengo, certo di interpretare anche il pensiero di tutti i componenti della Commissione, che una verifica come quella che abbiamo compiuto oggi sul territorio sia un punto di partenza fondamentale per consentire alla Regione di recuperare annosi ritardi fornendo quelle risposte adeguate attese da un pezzo di Calabria che rappresenta una delle più acute priorità ambientali».
Domenico Bevacqua, presidente della IV Commissione “Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’Ambiente”, sintetizza con queste parole il senso della missione compiuta oggi ad Amantea dall’organismo dell’assemblea di Palazzo Campanella preposto alle tematiche ambientali.
«Insieme ai colleghi Domenico Tallini, vicepresidente della Commissione, Giovanni Arruzzolo e Vincenzo Pasqua ed a Carlo Guccione e Franco Sergio che hanno aggiunto preziosi contributi – aggiunge Bevacqua – abbiamo lavorato fuori dal Palazzo e “in presa diretta” a dipanare la complessa questione dell’inquinamento dell’area dell’Oliva in un confronto pubblico con i protagonisti istituzionali, i sindaci dei comuni interessati, tecnici e dirigenti degli enti preposti ed esponenti di associazioni ambientaliste».
La missione in uno dei più significativi luoghi-simbolo delle emergenze ambientali calabresi è stata proposta dal presidente Bevacqua ma fortemente voluta anche da tutti i componenti della IV Commissione. L’iniziativa, che tecnicamente non è una seduta fuori sede ma una “Indagine conoscitiva”, si è tradotta in una mattinata di lavori densi e impegnativi.
All’ordine del giorno le problematiche ambientali della Valle del fiume Oliva e delle aree limitrofe. Vale a dire una sommatoria inquietante di questioni che risalgono anche a oscuri episodi di venticinque anni fa, come quello dello spiaggiamento sul litorale di località Formiciche della motonave Jolly Rosso (con la stiva carica di sostanze sospette), avvenuto 14 dicembre 1990. In seguito una successione di denunce e inchieste giudiziarie, gravi dubbi su veleni seppelliti, la certezza di discariche inquinanti, monitoraggi e indagini infinite sull’eventualità di rischi per la salute della popolazione. Sono stati ricordati i lavori di monitoraggio eseguiti (non avrebbero segnalato pericoli per la salute dei cittadini) ma anche le inchieste giudiziarie e i processi in corso per gravi reati ambientali. Ed è stato ricordato che nella zona ha fatto tappa anche la Commissione ambiente del Parlamento europeo.
Ospitata nell’aula consiliare della Casa comunale di Amantea, la riunione – svoltasi con l’assistenza dei funzionari dell’assemblea regionale, Carmelo Nucera ed Alessia Carpentieri – ha registrato gli interventi, oltre che di Bevacqua, dei consiglieri Domenico Tallini, Giovanni Arruzzolo, Carlo Guccione, Vincenzo Pasqua e Franco Sergio.
Sono stati sentiti sull’argomento all’ordine del giorno, l’ingegner Bruno Cundari del dipartimento Ambiente della giunta regionale, il dottor Marcello Perrelli, dirigente dell’Asp di Cosenza, il dottor Luigi Dattola, geologo dell’Arpacal. Sono intervenuti anche i sindaci della zona, a cominciare da quella di Amantea, Monica Sabatino, che ha accolto e ospitato l’iniziativa e Giovanna Caruso, sindaco di Serra d’Aiello (la valle dell’Oliva ricade in parte nel suo territorio), e tecnici comunali. È stato ascoltato anche il dottor Gianfranco Posa, presidente del Comitato Civico “Natale De Grazia”.
«Ci troviamo in un territorio – ricorda Bevacqua – ricco di bellezza paesaggistiche e preziosità ambientali. Litorali e splendidi fondali marini, un entroterra suggestivo: luoghi, popolazioni residenti e turisti che li frequentano meritano il massimo degli sforzi ed ogni intervento possibile volto a garantirne la piena e serena fruibilità».
E aggiunge: «Le azioni fatte ci portano più a rasserenare i cittadini e gli imprenditori che a suscitare preoccupazioni, in attesa della definizione della redazione dell’analisi di rischio ambientale affidata all’Arpacal dal dipartimento ambientale della Regione. La sintesi della nostra mattinata di lavori istituzionale è emersa nettamente dal confronto a più voci: siamo qui non per suscitare allarmismi ma neppure per sottovalutare i problemi».







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