Il primo giorno di Marziale da Garante per l’infanzia

REGGIO CALABRIA Nell’aula Giuditta Levato di palazzo Campanella il presidente del consiglio regionale Nicola Irto e il vicepresidente Francesco D’Agostino hanno presentato alla stampa il nuovo Garante per l’Infanzia e…

REGGIO CALABRIA Nell’aula Giuditta Levato di palazzo Campanella il presidente del consiglio regionale Nicola Irto e il vicepresidente Francesco D’Agostino hanno presentato alla stampa il nuovo Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione, Antonio Marziale. Per Irto si tratta di una nomina che va al di là delle posizioni politiche: «La scelta è stata fatta – ha detto – perché la Regione ha bisogno di una figura competente e dinamica, che vada in giro per il territorio e ci comunichi quali sono i problemi». Un ruolo per cui il noto sociologo e presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori è apparso il candidato più adatto, poiché «è al di là di ogni dubbio di carrierismo» ha aggiunto. Anche per il vicepresidente D’Agostino si tratta di una «scelta giusta». Si è detto orgoglioso per il ritorno «di un figlio della Calabria riconosciuto a livello nazionale», con cui auspica una stagione di collaborazione con il consiglio e la giunta.
Interrogato sulla vicenda dei 57 milioni di euro destinati ai servizi per i bambini e gli anziani che sarebbero andati perduti, Irto ha infine annunciato che la Regione sta lavorando affinché non sia detta l’ultima parola.

GIÀ ALL’OPERA Non vuole perdere tempo Antonio Marziale. Prendendo la parola ha per prima cosa annunciato che in giornata andrà a visitare il carcere minorile di Catanzaro. La sua idea è chiara: «Il garante – ha detto – non deve essere visto come un toccasana per i problemi dei bambini. Le difficoltà vanno conosciute per poter essere risolte». Immagina un ruolo di costante contatto con il territorio avendo come interlocutori privilegiati la chiesa e la scuola. Senza dimenticare, però, la giustizia e ovviamente il consiglio regionale. «È importante – ha spiegato – anche sensibilizzare i genitori, che sono i primi punti di riferimento e di prossimità per i più piccoli».
Non rinnega le sue radici culturali Marziale, ma nemmeno quelle di nascita, lui nato a Taurianova e poi emigrato al nord. «Per ricostruire, dopo un terremoto, bisogna prima guardare ciò che è rimasto in piedi – ha dichiarato citando Russell –. Ci sono sacche di povertà e di bisogno in tutta la Calabria». Tra i primi punti della sua attività di garante lo vedremo impegnato sui temi della sanità e dei trasporti dei minori. Il tempo di avere maggiore contezza di tutti i problemi del territorio. Motivo per cui ha assicurato che lo vedremo spesso in giro per la Calabria per confrontarsi con i diretti interessati. «Non voglio essere il garante dei protocolli di intesa – ha detto rivolgendo poi al presidente Irto che lo ha nominato più un auspicio che un ringraziamento –. Spero di dimostrarti la mia gratitudine con i fatti allo scadere del mio mandato». Per questo ha chiesto ai giornalisti di fare il loro lavoro in maniera obiettiva, di criticarlo se è necessario e stimolarlo. «Datemi il mio giusto ruolo» ha precisato, ricordando l’importanza che la stampa ha avuto nel corso della sua carriera.
Un pensiero è andato infine anche alle reazioni politiche seguite alla notizia della sua nomina. «Ho le mie idee – rivendica -, ma nessuno si illuda che io possa prendere altre parti se non quelle del bambino, che è il mio epicentro». Nemmeno i rappresentanti calabresi in parlamento a quanto pare. «Anche se alcuni movimenti non siedono alla Regione li chiamerò a collaborare» ha concluso.

Roberto Priolo
redazione@corrierecal.it







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto