Pdl, Gentile e Speziali frondisti a loro insaputa

COSENZA Prima firmano il documento sottopostogli da Beppe Pisanu e attraverso il quale si auspica la nascita di una nuova casa dei liberaldemocratici che porti al superamento dell`esperienza del Pdl…

COSENZA Prima firmano il documento sottopostogli da Beppe Pisanu e attraverso il quale si auspica la nascita di una nuova casa dei liberaldemocratici che porti al superamento dell`esperienza del Pdl e che getti le condizioni per dare vita ad uno scenario politico basato su due soggetti forti e alternativi tra loro. Poi ci ripensano, e riescono a dire: «Siamo e rimarremo militanti del Pdl».
Il senatore cosentino Tonino Gentile, così come il suo collega reggino (ma catanzarese d`adozione) Vincenzo Speziali (entrambi provenienti dall`esperienza di Forza Italia), in linea con la tendenza degli ultimi tempi, dimostrano di essere dei frondisti a loro insaputa e aderiscono, all`operazione che vuole «favorire l`evoluzione del sistema politico nazionale».
Nell`aria ormai da giorni, la fronda interna al Pdl è ora venuta apertamente allo scoperto. Guarda con favore all`esperienza del governo Monti e considera interlocutori privilegiati tutti coloro che fanno capo all`area centrista, a partire dal Terzo Polo di Fini, Casini e Rutelli. L`idea, esplicitata in quattro pagine di analisi e di scenario, è di puntare su un sistema elettorale proporzionale ma «ad effetto maggioritario», che abbia come fine ultimo la nascita di due grandi partiti a vocazione maggioritaria, alternativi nelle linee di programma ma eventualmente pronti a collaborare qualora le necessità del Paese – così come sta avvenendo in questi mesi con il governo dei tecnici – lo richiedessero.
Nel documento si parla espressamente di un superamento dell`esperienza nata dal «predellino»: un capitolo è intitolato «Oltre il Pdl» e in esso si spiega che il partito di via dell`Umiltà «può essere il motore principale di un tale processo, ma non può pretendere di guidarlo da solo». L`idea è quella di «un nuovo movimento liberaldemocratico, laico e cattolico, nazionale ed europeista, egualmente contrario ad ogni forma di estremismo». E ancora: «Da solo il Pdl non andrebbe lontano, anzi rischierebbe di arretrare ulteriormente».
Tornando alle questioni calabresi, resta da capire se la mossa di Gentile e Speziali sia stata concordata con il resto del Pdl locale. Entrambi sono considerati due tra i più stretti interlocutori del governatore Peppe Scopelliti. Che la loro iniziativa non sia da apripista per uno “sganciamento” graduale di tutti vertici locali dalla linea del Pdl? Il tema, evidentemente, è molto delicato. E domenica in Calabria è atteso l`arrivo del segretario Angelino Alfano.

GENTILE E SPEZIALI CORREGGONO IL TIRO In serata il senatore Gentile ha corretto il tiro, fornendo una dichiarazione alle agenzie di stampa: «Il documento firmato oggi da 30 senatori del Pdl, compreso il sottoscritto, non va interpretato in maniera frondistica  ma come un rafforzamento del partito. Io sono nato in Forza Italia – aggiunge – e il mio percorso politico si è svolto all`insegna della coerenza e così sempre sarà nell`alveo di quella cultura liberale, cattolica e riformista che il Popolo delle libertà rappresenta. Andare oltre significa per me poter allargare gli orizzonti del partito rispetto alle nuove realtà sociali che ci impongono di guardare ai sacrifici dei cittadini e per i quali il nostro presidente Berlusconi, legittimamente eletto, ha anteposto le ragioni di Stato a quelle personali. Angelino Alfano sta facendo un ottimo lavoro sulla scia di Berlusconi». «Chi vuole analizzare queste cose – conclude Gentile – con uno spirito strumentale rimarrà deluso. Io sono e rimarrò sempre, prima che un dirigente politico, un militante del Pdl».
Di uguale tenore la precisazione di Speziali: «Leggo con stupore sulle agenzie e sui siti dei principali quotidiani italiani che il mio nome verrebbe accostato ad una fronda di senatori contro il Pdl, il suo presidente e il segretario. Una cosa e` avere e mostrare senso di responsabilità in questa fase delicata per il Paese, sostenendo insieme alle principali forze politiche un governo tecnico, altra cosa, non vera, è ritenere che eventuali e futuri appoggi ad esecutivi di unità nazionale possano essere fatti e portati avanti in spregio a Silvio  Berlusconi, ad Angelino Alfano (verso i quali nutro profonda stima, amicizia e senso di lealtà) e del Pdl».







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