La relazione del commissario sui debiti di Occhiuto – SCARICA

COSENZA Un primo dato è certo: «Allo stato non sussistono contenziosi tra il Comune e il candidato a sindaco Occhiuto». A dirlo è il commissario prefettizio Angelo Carbone, che da qualche…

COSENZA Un primo dato è certo: «Allo stato non sussistono contenziosi tra il Comune e il candidato a sindaco Occhiuto». A dirlo è il commissario prefettizio Angelo Carbone, che da qualche mese si trova alla guida di Palazzo dei Bruzi. La frase è contenuta alla fine di una lunga informativa che il funzionario dello Stato ha spedito nelle scorse ore in prefettura, dopo che i parlamentari del Pd (ma non solo, visto che sull’atto indirizzato al ministro Alfano c’è pure la firma del deputato verdiniano Pino Galati) hanno presentato un’interpellanza urgente per chiedere se l’ex sindaco-ricandidato di Cosenza è compatibile con l’incarico di primo cittadino nonostante le procedure di pignoramento che pendono sulle sue spalle. Scrive sempre il prefetto Carbone: «Non è nemmeno possibile prevedere ulteriori contenziosi per la complessità di queste procedure e potendo intervenire, in qualsiasi momento, il pagamento spontaneo del debitore esecutato». C’è molto burocratese – e non poteva essere altrimenti – nella comunicazione vergata dal commissario, ma ciò non modifica la sostanza dei fatti. 
Deve essere letta in questa direzione la decisione del commissario prefettizio di inviare, «per la valutazione di comportamenti omissivi sulla dichiarazione di terzo e sugli obblighi del custode, tutta la documentazione acquisita alle autorità preposte ai controlli sugli atti ed attività degli enti locali». 

LA RELAZIONE DEL COMMISSARIO Nell’informativa spedita da Carbone in prefettura si fa chiarezza su diversi punti rimasti finora più o meno oscuri. Il primo: la legge indica che non può ricoprire la carica di sindaco colui che ha un debito liquido ed esigibile ed è stato messo in mora. Casistica in cui potrebbe ricadere Occhiuto. Il Comune di Cosenza avrebbe, infatti, il ruolo di terzo pignorato in alcune procedimenti esecutivi. «Tali procedure – scrive il commissario – comportano il pignoramento esclusivamente delle somme dovute dal Comune al sindaco esecutato e cioè indennità e trattamento di fine mandato».
Carbone poi elenca le grane debitorie di Occhiuto, emerse al termine di un confronto incrociato tra le informazioni acquisite negli uffici comunali e quelle recuperate attraverso la cancelleria del Tribunale di Cosenza. Nell’informativa si fa riferimento a due procedimenti che vedono come creditori le società “Eurostands” e “Fimmi”. E poi ancora quelli che vedono Occhiuto debitore nei confronti di “Porsche Financial Service Italia”, “Eiffel Building System” e “Miele Mas”. Last but not least, l’ingente somma che il candidato a sindaco dovrebbe versare in favore di Equitalia.
Un quadro complesso, insomma. Il commissario, tuttavia, concludendo, “certifica” che, allo stato, non sussistono ragioni di diritto tali da determinare l’incompatibilità “interpellata”, che continueranno a essere tali fino a quando il debitore-esecutato Occhiuto non provvederà al pagamento spontaneo del dovuto. Un evento, questo, che lo esimerà da possibili incompatibilità eventualmente derivanti da procedure che lo renderebbero debitore dell’amministrazione comunale che lo stesso pretende di guidare per il prossimo quinquennio.

Antonio Ricchio
a.ricchio@corrierecal.it

SCARICA LA RELAZIONE





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto