«Con i tagli le Province a rischio tracollo»

CATANZARO «Le Province rischiano il default finanziario». Il grido d’allarme lo lanciano i presidenti, i vicepresidenti facenti funzione e i direttori generali degli enti intermedi di Catanzaro, Crotone, Cosenza e…

CATANZARO «Le Province rischiano il default finanziario». Il grido d’allarme lo lanciano i presidenti, i vicepresidenti facenti funzione e i direttori generali degli enti intermedi di Catanzaro, Crotone, Cosenza e Vibo Valentia che questa mattina, nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso il Palazzo di Vetro della Provincia di Catanzaro, hanno illustrato le criticità economiche degli enti in seguito alla legge Delrio.
L’incontro ha visto la partecipazione di Enzo Bruno, presidente della Provincia di Catanzaro e dell’Upi Calabria, dei vicepresidenti facenti funzione delle Provincie di Vibo Valentia, Crotone e Cosenza rispettivamente Pasquale Fera, Franco Parise e Franco Bruno.
«Ancor più che nel resto d’Italia – ha esordito Enzo Bruno – i tagli imposti alle Province calabresi sono insopportabili, al punto tale che non saremo in grado di approvare il bilancio e saremo costretti al dissesto».
Il nodo della discussione sono i 54 milioni di euro in meno che le Province calabresi – eccezion fatta per Reggio Calabria – subiranno, un taglio che, stando alla posizione di Bruno, metterà le Province «in condizione di non riuscire a far fronte alle proprie competenze che sono soprattutto legate alla manutenzione del novanta percento delle strade calabresi e di tutti gli edifici scolastici».
Così il presidente della Provincia di Catanzaro, che è anche segretario provinciale del Pd, si trova nello scomodo ruolo di dover dire al governo nazionale e a quello regionale che la Legge Delrio non funziona. Lo fa cercando di dare un colpo al cerchio e uno alla botte: «La legge Delrio deve essere applicata – conferma – e il consiglio regionale deve ratificare una norma in grado di recepirla. Ma questa legge ha tante criticità di cui non si può non tener conto».
Tra le criticità di cui parla Bruno «una delle più grosse è quella relativa alle città metropolitane. In Italia sono dieci le città metropolitane che però hanno gli stessi confine geografici delle vecchie province di riferimento e mantengono all’incirca gli stessi finanziamenti, così possono provvedere a rispettare le proprie funzioni. Per le Province, invece, i fondi non ci sono nonostante questi Enti abbiano competenze importanti per i territori. Così facendo, quindi, si creano territori che avranno i servizi e territori che non potranno averli».
Il rischio di dissesto e quello conseguente del commissariamento ha quindi indotto l’Upi calabrese a sottoporre una serie di emendamenti alla legge Delrio, emendamenti che sono stati inviati alla deputazione regionale affinché li sottoscrivessero e li presentassero entro le 13 di oggi. Sul numero di firme e sulla presentazione degli emendamenti, ancora non è stato comunicato nulla.
Che il nodo sia soprattutto politico è però filtrato chiaramente dalle dichiarazioni di Fera e Franco Bruno. Entrambi si sono rivolti alla Regione, il primo invocando «un confronto franco e aperto con il presidente della Regione Mario Oliverio supponendo che lo stesso forse non è a conoscenza diretta di molte delle problematiche che riguardano gli enti intermedi»; il secondo addirittura parlando di «becero populismo» in riferimento ad alcune iniziative di riordino messe in atto dalla Giunta Oliverio come quella relativa al settore dei trasporti: «La Regione Calabria è in uno stato confusionale a causa del quale si perdono fondi europei. Come nei trasporti dove si è creato un carrozzone quando c’erano già degli uffici provinciali capaci. È solo becero populismo». E l’attacco di Franco Bruno non si è limitato alla Regione, ma si è concentrato anche sulla normativa che porta il nome dell’attuale ministro delle Infrastrutture, tanto da discostarsi completamente dalla posizione di Enzo Bruno: «Non apprezzo per nulla la legge Delrio», ha dichiarato senza mezzi termini.
Ma anche nel documento prodotto dall’Upi Calabria di cui Enzo Bruno è presidente, le critiche alla Regione e a Mario Oliverio non sono per nulla velate: «L’assemblea dell’Upi, alla unanimità, ha evidenziato la completa assenza di interlocuzione con la Regione Calabria che, a fronte della Legge Delrio che prevede per le Regioni la gestione diretta o delegata delle funzioni non più fondamentali per le province – si legge in documento dell’Upi Calabria sulla situazione in cui versano gli enti territoriali calabresi alla luce dei tagli approntati dal Governo. La Regione da oltre due anni non riesce a legiferare in materia, lasciando alle Province, a garanzia dei livelli occupazionali e dei servizi essenziali da erogare agli utenti delle aziende calabresi, il compito di anticipare i costi di gestione e costi di personale non più sostenibili, perché non previsti dalla legge e non imputabili a bilancio. Le carenze di sufficienti risorse finanziarie per le spese incomprimibili – prosegue il testo – determinerà gravi ripercussioni anche nei confronti dei Comuni, con particolare riferimento a quelli di piccole dimensioni, che non potranno più utilizzare la rete di solidarietà istituzionale finora garantita dalle Province, né si potrà dare continuità e garanzia a servizi ai cittadini non più “fondamentali” quali quelli dedicati alla cultura e al tempo libero».

Alessandro Tarantino
a.tarantino@corrierecal.it







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