Convenzione Agenas, la Regione batte il commissario

CATANZARO Agenas potrà assiste la struttura commissariale che si occupa del Piano di rientro, ma solo se la sua opera non costerà nulla alle casse della Regione. È una vittoria…

CATANZARO Agenas potrà assiste la struttura commissariale che si occupa del Piano di rientro, ma solo se la sua opera non costerà nulla alle casse della Regione. È una vittoria sonante quella che l’amministrazione regionale, difesa dagli avvocati Franceschina Talarico e Giuseppe Naimo, ha riportato davanti al Consiglio di Stato nel ricorso per la sospensione della convenzione stipulata tra l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali e il commissario al Piano di rientro. Questo perché il motivo della “vittoria” è lo stesso Piano di rientro. Lo scrivono chiaramente i giudici: «Non sembra possa affermarsi che l’attuale quadro normativo della materia, pur complesso e di non chiara decifrazione, consenta ad Agenas di stipulare convenzioni a titolo oneroso per lo svolgimento di attività a supporto delle Regioni sottoposte piano di rientro, essendo dette attività ricomprese nel novero delle competenze, dei compiti e degli obblighi assegnatile dalla legislazione relativa ai Piani di rientro dai disavanzi del settore sanitario». Agenas esiste proprio per aiutare le Regioni in difficoltà, non può farsi pagare per questo. Specie perché «la previsione di un compenso annuale pari a 200mila euro, previsto dalla convenzione qui contestata, rischia di aggravare, nelle more del giudizio, la situazione di dissesto finanziario per la Regione Calabria, già pesantemente indebitata».
Il governatore Oliverio e il suo consulente in ambito sanitario, dunque, segnano un punto contro Scura e Urbani. Sul piano tecnico, adesso, la palla passa al Tar per la Calabria per l’udienza di merito, ma il recinto entro cui il commissario potrà muovere è fissato. Ed è molto circoscritto.

LA SOSPENSIONE Il secondo grado della giustizia amministrativa aveva già sospeso il provvedimento in una prima fase, rinviando la discussione nel merito. Il 13 luglio i giudici si erano fatti persuasi delle ragioni rappresentate dall’Avvocatura regionale. In particolare, scrivevano nel decreto, «emergono elementi tali da indurre a sospendere l’efficacia del provvedimento del Commissario ad acta n. 46 di data 6 maggio 2016, in attesa che la Sezione – nella ordinaria sede collegiale e nel rispetto del principio del contraddittorio – esamini le questioni sollevate dalla Regione Calabria in ordine alla adeguatezza della motivazione del medesimo provvedimento e alle ragioni di interesse pubblico poste a sua base».

DECRETI E POLEMICHE Il decreto firmato da Scura è finito nel mirino fin dal mese di maggio, quando la Regione ha annunciato battaglia contro il provvedimento. È Pacenza a insorgere, annunciando la volontà di impugnare la norma. Scura, però, decide di confermare la stipula dell’accordo che ha sollevato le ire di Oliverio&Co e anche dell’Anaao regionale. Il commissario lo mette nero su bianco nel nuovo decreto, il numero 58 del 24 giugno 2016. Con il decreto si approva, infatti, un nuovo schema di convenzione che sostituisce il precedente. Nei fatti, Scura corregge quasi esclusivamente le premesse, che diventano più ampie, «considerato che», come si legge nel nuovo decreto, nel precedente schema di convenzione «non sono stati correttamente riportati tutti i riferimenti legislativi e normativi atti a supportare l’adozione del medesimo provvedimento». Resta da vedere se questa modifica influenzerà oppure no la decisione dei giudici nel merito. Intanto, il decreto 46 è sospeso. E con esso il contributo da 200mila euro riservato ad Agenas per i propri servizi.

Pablo Petrasso
p.petrasso@corrierecal.it





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