La protesta degli lsu delle scuole

CATANZARO Si è aperta una timida speranza per i lavoratori ex lsu e “appalti storici” e coinvolti negli appalti di pulizia scuole della Regione Calabria. Nella mattinata di mercoledì, una…

CATANZARO Si è aperta una timida speranza per i lavoratori ex lsu e “appalti storici” e coinvolti negli appalti di pulizia scuole della Regione Calabria. Nella mattinata di mercoledì, una delegazione di lavoratori assieme ai rappresentanti sindacali di Cgil e Uil ha dato vita ad un sit-in di protesta sotto la sede regionale dell’ufficio scolastico regionale, nel quartiere lido di Catanzaro. La protesta è nata sulla scia del ritardo nei pagamenti che coinvolge le aziende vincitrici dell’appalto Consip Lotto 12 – Regioni Basilicata e Calabria, dovuta, spiegano i sindacati, «ai mancati incassi per lavori effettuati e certificati». In tutto il Paese, i lavoratori interessati al problema sono circa 17mila.
«Stiamo protestando perché ad oggi le ditte che hanno in appalto la pulizia delle scuole non hanno pagato i lavoratori: si tratta di un servizio fondamentale per le strutture scolastiche, non vorremmo essere costretti a chiedere ai lavoratori di incrociare le braccia e creare così un disagio di non poco conto a studenti e docenti», dice Francesco Scarpino, segretario generale Uil-Tucs di Catanzaro.
La minaccia, infatti, era quella di uno sciopero generale programmato per il 14 novembre prossimo. Minaccia che però potrebbe essere del tutto evitata perché dal Miur sono arrivate rassicurazioni precise al termine del tavolo di confronto aperto proprio nella mattina: i fondi che il ministero dell’Istruzione ancora non ha sbloccato e che sono destinati alle aziende vincitrici del bando, potrebbero arrivare già nella prossima settimana, consentendo così alle imprese di pagare gli stipendi arretrati. Si parla di cifre che si aggirano attorno ai 400 euro mensili per ogni lavoratore: un importo sicuramente esiguo ma di certo fondamentale per contribuire al sostegno di migliaia di famiglie in tutta Italia.
Una soddisfazione a metà è però quella espressa da Fortunato Lo Papa, segretario generale Fisascat-Cisl Calabria: «Si continua a stimolare una guerra tra poveri, tra ex lsu e lavoratori degli “appalti storici”, quindi noi chiediamo che i lavoratori vengano finalmente stabilizzati. Non è possibile che lo Stato utilizzi lavoratori e aziende come bancomat».

Alessandro Tarantino
a.tarantino@corrierecal.it







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto