La rivolta nell’Udc di Lamezia: «Commissariati a mezzo stampa»

LAMEZIA TERME Oltre centro sono coloro che si sono autosospesi dall’Udc a Lamezia Terme. La notizia era stata data lo scorso 18 novembre nel corso di una conferenza stampa. Le…

LAMEZIA TERME Oltre centro sono coloro che si sono autosospesi dall’Udc a Lamezia Terme. La notizia era stata data lo scorso 18 novembre nel corso di una conferenza stampa. Le ragioni della defezione sono molteplici. Tra queste, gli attriti nati in seguito a una campagna di tesseramento che il commissario provinciale Giancarlo Nicotera ha denunciato come contraria allo statuto e illegittima, e, non ultimo, il commissariamento della sezione lametina avvenuto il 25 agosto e annunciato a mezzo stampa, senza notificare nulla ai diretti interessati. Per questa ragione i responsabili dello Scudocrociato a Lamezia hanno presentato ricorso alla commissione romana del partito che ha risposto, dopo 77 giorni, affermando, in sostanza, che essendo la notizia apparsa sui siti internet questo bastava a notificare la nomina del commissario Rosina Mercurio. Gli ex responsabili del partito su Lamezia, oggi autosospesi, apprendono la notizia con un certa ironia. «Prendiamo atto – scrivono in una nota – che incidentalmente la commissione ha deciso invece (dopo 77 giorni) il 18 novembre, proprio il giorno dopo la nostra autosospensione avvenuta il 17 dello stesso mese, per cui qualche battuta ce la concediamo. Essendoci già autosospesi, questa decisione “postuma”ci appare simile a quella di un arbitro di calcio che fischia ed assegna un rigore quando le squadre sono già negli spogliatoi sotto la doccia». «Quello che fa più sorridere – prosegue la nota – è però altro: da oggi chiederemo ai giornali telematici lametini di cambiare oggetto sociale. Infatti, stante quanto riferito dalla Commissione Udc romana, essi non sono più solo dei giornali online, ma sono formalmente altresì equiparati agli Uffici Unep(ufficio notifiche, esecuzioni e protesti) e pertanto i giornalisti di tali testate sono pure dei messi notificatori, per cui potranno chiedere indennità aggiuntive ai loro editori».

LA COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE «Ebbene sì, nonostante nessuno dei Dirigenti commissariati abbia mai ricevuto alcun atto di commissariamento, con le eventuali puntuali e precise contestazioni, la Commissione romana alle nostre eccezioni in merito ha testualmente statuito: “Si fa presente che da una breve istruttoria operata online sui motori di ricerca si evince incontrovertibilmente (giornali online del 26 agosto) che l’avvocato Rosina Mercurio è stata effettivamente nominata il 25 agosto, ragion per cui i vizi denunciati (omessa notifica, nda) non hanno alcun pregio”. Avremmo sperato che non fosse vero, ma è scritto così, nero su bianco».
« Da domani in poi quindi: un’informazione di garanzia, un licenziamento, una infrazione disciplinare o un qualsivoglia altro atto giuridico, non dovrà essere notificato alla parte contro-interessata, ma basterà che sia inviato ai giornali online perché la notifica si sia consumata. E’ questo il diritto e la democrazia interna che vige nei partiti politici?», si chiedono i lametini che sottolineano come la commissione abbia, comunque, riservato qualche rimbotto al commissario provinciale Tommaso Brutto: «Ultima chicca della Commissione romana, che contiene quella che in diritto si chiama “contraddizione in termini” mentre per i comuni mortali è più semplicemente un “vuoto logico”, è testualmente questa: “Si stigmatizza il comportamento del commissario provinciale Brutto il quale avrebbe dovuto per correttezza politico-istituzionale informare il segretario cittadino uscente dell’avvenuto commissariamento, ringraziandolo, come avviene in questi casi, del lavoro svolto». A parte la nota di biasimo e ferma disapprovazione emessa dalla commissione romana all’indirizzo di Brutto per il comportamento da lui tenuto nella presente vicenda, ci chiediamo, sorridendo per le assurdità giuridiche che abbiamo avuto modo di leggere: ma quindi del commissariamento siamo stati informati o no?»

FUORI DAL PARTITO «Per quanto sopra detto, continuando nella nostra battaglia a strenua difesa del diritto e della legalità (intesa come rispetto delle regole) e prendendo atto che da questo partito (a causa delle nostre battaglie che porteremo avanti nelle sedi competenti) vogliono espellerci, togliamo il disturbo e (dagli spogliatoi) ci auto-espelliamo tutti. Staremo sempre dalla parte della democrazia e della Costituzione, più convinti che mai che nessun bavaglio ci fermerà. Porteremo avanti, sempre e comunque, i valori veri ed antichi dello scudo crociato», conclude la nota firmata da Massimo Sdanganelli, Pasquale Di Spena,Giancarlo Nicotera, Roberto Bonaddio, Stefania Renda, Antonietta Lanzo, Simone Cicco, Giuseppe Costanzo, Giovanna Mazza, Giancarlo Muraca, Giuseppe Muraca, Raniere Luciano e gli altri 100 già autosospesi.







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