Et voilà, i debiti del Comune di Reggio non ci sono più

REGGIO CALABRIA L`acqua salata e una provvidenziale consulenza della Sorical salveranno (in parte) il bilancio del Comune di Reggio. Ci crede dallo scorso 3 maggio il centrodestra che governa in…

REGGIO CALABRIA L`acqua salata e una provvidenziale consulenza della Sorical salveranno (in parte) il bilancio del Comune di Reggio. Ci crede dallo scorso 3 maggio il centrodestra che governa in riva allo Stretto. Ci crede grazie a una tabella compilata dai tecnici della società mista che gestisce l`acqua calabrese. È allegata a un atto di indirizzo che vorrebbe ridefinire i rapporti finanziari tra Palazzo San Giorgio, la stessa Sorical e la Regione.
Facciamo un passo indietro e focalizziamo l`attenzione su un dato, citato in alcune interrogazioni parlamentari e in innumerevoli denunce dell`opposizione sullo stato delle finanze del Comune di Reggio. Si tratta del debito contratto nei confronti della Regione per le forniture idriche tra il 1981 e il 2004 (anno in cui è subentrata la Sorical). Un dato cristallizzato dal 2007, quando la giunta regionale presieduta da Agazio Loiero rese pubblici i debiti dei Comuni. Per Reggio si tratta di 80 milioni di euro. Bene, quel debito accumulato negli anni, a maggio è sparito. Almeno secondo i calcoli dei tecnici Sorical. Fu proprio la Regione, con quell`atto, ad affidare alla società calabro-francese il compito di chiarire “il buco dell`acqua”. Dopo quattro anni, che hanno visto anche il passaggio di timone alla Regione (da Loiero a Scopelliti, sindaco che ha generato parte di quel debito), è arrivato il responso. E per i consulenti è vero che Reggio deve alla Regione 80 milioni, ma è altrettanto vero che la Regione gliene deve almeno 91. Chi ha visto l`atto ha strabuzzato gli occhi, ma tant`è. Dopo vent`anni di contenziosi il debito diventa un credito. Perché bisogna calcolare, innanzitutto, che «il Comune di Reggio ha richiesto alla Regione Calabria un abbattimento del 50% del fatturato emesso» perché parte dell`acqua erogata è non potabile. Un bel risparmio (sancito da una serie di decisioni del giudice di pace), quantificabile in circa 13,3 milioni di euro. Non è tutto. Sorical, infatti, tira fuori dal cilindro un maxicredito del Comune nei confronti della Regione: 78,2 milioni (quasi pari al debito conclamato), che derivano da «investimenti finalizzati al risanamento del problema salinità». In sostanza, «a causa delle forti concentrazioni di cloruri», le tubazioni si sono deteriorare così spesso e a tal punto da rendere necessaria una spesa straordinaria. Più che straordinaria, uno dei vecchi amministratori della città, sentito dal Corriere della Calabria, la considera «per lo meno dubbia, per non dire virtuale. La rete idrica è stata tutta rifatta con i fondi del decreto Reggio, non vorrei che si stessero conteggiando i lavori per due volte per salvare il bilancio approvato dal Comune».
Saranno le verifiche successive a stabilire la congruità della delibera. Che, ora, dovrà passare il vaglio della giunta regionale e poi quello del Consiglio. Quanto conterà il fatto che l`inquilino più in vista di Palazzo Alemanni sia l`ex sindaco della città che, da debitrice, è diventata improvvisamente virtuosa? Vedremo.
Di certo per gli amministratori di Reggio Calabria sarebbe una bella fortuna “ritrovare” quegli 80 milioni. Dai banchi dell`opposizione, infatti, l`accusa è sempre stata quella di averli spesi per altri scopi. Mentre le vecchie giunte, per via del contenzioso in atto, non pagavano la Regione, ma mettevano da parte le quote nei residui passivi (per essere poi pronte a tirarli fuori), Scopelliti & co. si sono visti piovere addosso l`accusa di aver speso i denari per altre attività. Dunque non si tratterebbe di 80 milioni recuperati, ma di una cifra sottratta alla voragine del debito del Comune. Un favore all`attuale giunta, ma anche alle passate. Se passasse la norma che vuole la decadenza degli amministratori locali che hanno gestito male i “loro” bilancio, per Scopelliti potrebbero essere guai grossi. E ottanta milioni in meno sul groppone sono un buon viatico verso il risanamento.
Resta da capire cosa ne penseranno i sindaci degli altri Comuni “costretti”, a partire dal 2007, a dolorosi “piani di rientro” per restituire alla Regione le quote non versate. Saranno pure tutti uguali, ma da qualche tempo a questa parte, per la Regione il Comune di Reggio è un po` più uguale degli altri.





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