Alta tensione a Rossano sull’emergenza sanitaria – IL VIDEO

ROSSANO La consapevolezza, sottolineata da più parti, è che in città un’aria così tesa e severa raramente la si era respirata prima di ieri, 13 dicembre. In attesa che si…

ROSSANO La consapevolezza, sottolineata da più parti, è che in città un’aria così tesa e severa raramente la si era respirata prima di ieri, 13 dicembre. In attesa che si desse inizio al consiglio straordinario sulla sanità convocato dai gruppi consiliari di opposizione, la notizia che il governatore Mario Oliverio non sarebbe arrivato per cattive condizioni di salute (la sua presenza era annunciata da tempo, ma aveva già disertato la prima convocazione, ndr) ha fatto capitolare la situazione.
Per quanto la protesta fosse nata da una predisposizione pacifica e civile, si era già inizialmente fiutato che le centinaia di manifestanti fossero in balìa di umori profondamente rancorosi. «Chiediamo le dimissioni della giunta – è stato il grido della piazza nel contesto della manifestazione dal titolo “Per il diritto alla salute della Sibaritide” -. Pur avendo portato un enorme bacino di voti all’attuale governo regionale, da quest’ultima è stata snobbata più e più volte».

NERVI TESI E RISCHIO DI AGGRESSIONI Ed ecco che, con l’aria fattasi pesante, il parapiglia verbale ha rischiato di sfociare addirittura in contatti fisici quando è giunto in Piazza il delegato di Oliverio alle questioni sanitarie, Franco Pacenza. Fischi, offese e il pericolo di aggressioni che la polizia è fortunatamente riuscita a contenere.
Nervi tesi e insulti di troppo che hanno accompagnato l’ingresso in sala consiliare del delegato, nonché tutte le concitate fasi di trattativa fra maggioranza e opposizione sull’eventualità di svolgimento del consiglio comunale. «A nome dei gruppi di minoranza – ha dichiarato il consigliere Flavio Stasi – avendo chiesto lo svolgimento del consiglio straordinario alla presenza del governatore Oliverio ed essendo quest’ultimo assente, annunciamo che non prenderemo parte al consiglio. E invito le persone presenti a lasciare la sala». E dopo le vibranti rimostranze da parte dei cittadini e gli appelli dei rappresentanti della minoranza consiliare, il presidente del consiglio ha dichiarato sciolta la seduta e rinviato il consiglio in data da destinarsi.

ROTTURA TRA IL SINDACO E IL CCI Ma parole dure sono state spese anche fra i membri della stessa maggioranza. Rivelando qualche crepa di troppo tra il primo cittadino Stefano Mascaro e il gruppo consiliare Il Coraggio di Cambiare (che proprio nei giorni scorsi ha lasciato la maggioranza, ma garantendo l’appoggio esterno, ndr). Se tra le fila del Cci si è battezzata la giornata di ieri come «l’anticamera dell’anarchia e la sconfitta della democrazia, nella misura in cui il consiglio e le istituzioni sono state private della possibilità di esercitare il proprio ruolo, il sindaco ha sottolineato la circostanza per cui si stavano ingigantendo un po’ troppo le cose. Fino al vero e proprio scontro verbale tra Mascaro e il leader del CCI nonché consigliere regionale Giuseppe Graziano. Che ha interrotto il sindaco e accusato la minoranza di avere fifa di affrontarli perché proprio loro sarebbero i responsabili dello sfascio in sanità. Una replica che ha condotto il primo cittadino a reagire a sua volta animatamente dicendo «Dietro ogni cosa c’è l’odio, che non porta da nessuna parte. Io personalmente mi assumo le mie responsabilità e dichiaro di essere colpevole da cittadino. Ed è bene ricordare sempre che la carriera personale (riferendosi a Graziano, ndr) non funziona.

SQUARCIATE LE RUOTE A MASCARO, CALABRO’ E GIUDICEANDREA E mentre il raduno pacifico è ormai solo un lontano ricordo, Rossano finisce nella rete del vandalismo. Le ruote delle auto del sindaco di Rossano Stefano Mascaro, del consigliere comunale Teodoro Calabrò e del direttore sanitario Francesco Giudiceandrea sono state sgonfiate.
Sulla questione, comunque, stanno indagando carabinieri e polizia scientifica. Pare, insomma, che sia venuta meno quella coesione sociale che fa la differenza fra civiltà e inettitudine. Siamo di fronte alla circostanza per cui relazioni umane frantumate sfociano in una rabbia sommaria e generalizzata che può defluire, purtroppo, nella barbarie. E in atti vergognosi che non si possono non condannare.

m. f.