Lo scontro Oliverio-Scura arriva a Roma

Si alza ulteriormente il livello dello scontro sulla gestione della sanità calabrese. Dopo la dura lettera spedita direttamente al commissario Massimo Scura, Il presidente della Regione Mario Oliverio – informa…

Si alza ulteriormente il livello dello scontro sulla gestione della sanità calabrese. Dopo la dura lettera spedita direttamente al commissario Massimo Scura, Il presidente della Regione Mario Oliverio – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta – si è rivolto direttamente al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. «La volontà espressa del Parlamento – si legge nel testo della lettera inviata a Lorenzin – dovrebbe essere sempre custodita, prima fra tutti dagli organi dello Stato. Negli ultimi giorni, la Struttura Commissariale calabrese ha tenuto comportamenti molto gravi, con una anomala accelerazione dopo il voto del Parlamento sulla Legge di Bilancio 2017. Sono stati adottati provvedimenti di natura strategica – prosegue Oliverio – che impegnano attività e risorse dei prossimi anni, oltretutto senza l’acquisizione dell’istruttoria preventiva del Dipartimento regionale, richiesta dalla legge: budget per le attività private accreditate; piani di assunzioni di personale a tempo indeterminato; stralci di piani territoriali delle Aziende Sanitarie». Tutto ciò, scrive ancora il governatore, sta determinando «tensioni fortissime nei territori coinvolti e forti perplessità tra i rappresentanti degli enti sanitari e degli enti locali, oltre che degli erogatori privati, tanto che il consiglio regionale all’unanimità ha approvato una mozione che mi impegna ad assumere tutte le iniziative tese a scongiurare atti della Struttura Commissariale illegittimi o quantomeno inopportuni nella presente fase di transizione, in attesa delle determinazioni del Consiglio dei Ministri». «Con separata nota ho provveduto a rappresentare le necessarie rimostranze anche alla Struttura Commissariale. Ti chiedo – conclude Oliverio – di voler intervenire affinché sia assicurato il rispetto della legge e della volontà del Parlamento».







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