Boccia: «La Calabria recuperi la speranza» – VIDEO

COSENZA La Calabria non può più perdere tempo e risorse necessarie allo sviluppo. Deve dimenticare le occasioni mancate perché è una terra che ha talenti e grandi capacità e che…

COSENZA La Calabria non può più perdere tempo e risorse necessarie allo sviluppo. Deve dimenticare le occasioni mancate perché è una terra che ha talenti e grandi capacità e che può puntare su una imprenditoria sana. È la sintesi del messaggio che la politica e le istituzioni hanno lanciato dal cinema Modernissimo in occasione della giornata dedicata ai 90 anni di Confindustria Cosenza.
Il sottosegretario allo Sviluppo Economico Antonio Gentile ha portato i saluti del ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti che non è potuto essere presente ma che è attento sempre alle regioni del Sud. Gentile ha spiegato che cosa è stato fatto fino ad ora per il Mezzogiorno «ma – ha detto – non dobbiamo più perdere tempo. Il mio ministro Calenda si è speso molto soprattutto con i Patti per il Sud, nella cui cabina di regia ci siamo sia io che Oliverio. La storia di Confindustria Cosenza è la storia della mia città in cui ho visto tanti imprenditori lavorare sodo e crescere. Quelle imprese, invece, che hanno scelto le scorciatoie non sono andate avanti. Ringrazio il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia». Il direttore di Confindustria Cosenza Rosario Branda ha moderato i lavori e introdotto le relazioni.
Il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto ha evidenziato le criticità dell’imprenditoria locale ma anche le potenzialità e la necessità di investire: «C’è il rischio di perdere le risorse – ha detto -. In Calabria spesso si sono fatte anche opere inutili. C’è poi il giogo mafioso che incide negativamente sullo sviluppo delle imprese. Ecco perché a Cosenza bisognerebbe creare un’associazione antimafia e antiracket. Il mio augurio va a tutte le aziende non solo quelle premiate oggi ma soprattutto a quelle che hanno avuto il coraggio di rimanere».
Bisogna essere concreti e operativi. È questo il pensiero del governatore Mario Oliverio che prende ad esempio il modo di governare di Obama. «Devo dare atto a De Vincenti – ha detto Oliverio – per l’importante lavoro di coordinamento che ha fatto in questi anni. Ognuno deve mettersi in campo per l’utilizzo delle risorse. Noi ci siamo chiusi in una sostanza per fare una programmazione seria. Oggi per appaltare un’opera bisogna avere la progettazione esecutiva e quindi servono almeno due anni e dopo i due anni si procede alla gara. C’è da coordinare i diversi strumenti che operano nelle Regioni. Abbiamo allocato risorse per le infrastrutture e per l’Alta velocità. Parlando nei giorni scorsi con il ministro Minniti ho proposto di lavorare su un protocollo di legalità perché servono le regole per poter operare. Serve un impegno collettivo definendo impegni ed energie. Questo non vuol dire fare ammucchiate associative. Nella prossima riunione di giunta definiremo molte cose».

LE PRIORITÀ DI CONFINDUSTRIA Dettagliata l’analisi del presidente degli industriali Natale Mazzuca: «La crisi economica che speriamo di aver iniziato a lasciare alle nostre spalle, ci costringe a fare i conti con condizioni di partenza particolarmente pesanti fatte di perdita di capacità di produrre ricchezza, sfiducia e riduzione dei consumi, crollo della occupazione soprattutto nella componente giovanile. Il nostro è purtroppo un paese ancora troppo lento nella realizzazione di opere pubbliche, nei tempi e nell’amministrazione della giustizia, nel rilascio di una qualsiasi autorizzazione. È necessario avviare un processo complessivo di semplificazione e ammodernamento degli apparati tecnici e burocratici perché oggi più che mai la velocità costituisce un elemento indispensabile per competere in maniera efficace sui mercati internazionali, da questo punto di vista, purtroppo, è cambiato veramente ben poco. Pur in presenza di significativi segnali di inversione di tendenza, rispetto agli andamenti congiunturali, le problematiche strutturali della nostra economia continuano ad essere pochissimo diverse da quelle analizzate nel corso della Assemblea di Unindustria dello scorso mese di giugno». Tanti e importanti i progetti su cui lavorare evidenziati dal leader degli industriali. «Esauriti gli ultimi adempimenti di natura formale – ha sottolineato Mazzuca -, il Patto per la Calabria pare essere finalmente giunto in dirittura di partenza. Per amore di verità, occorre precisare che si tratta di risorse già assegnate in precedenza (ma non mobilitate) e che le categorie di opere previste, nel resto del Paese vengono realizzate con il cosiddetto intervento ordinario. Detto questo – ha aggiunto – non vogliamo in alcun modo andare ad ingrossare le file di quanti tendono a sottovalutare i possibili impatti dello stesso sull’economia regionale, sull’occupazione attivabile e sulla capacità di generare ricchezza endogena, tutt’altro».
Secondo Mazzuca, «partiamo da troppo indietro e le emergenze sono così tante che, pur con tutti i limiti detti, il Patto costituisce una di quelle occasioni strategiche da cogliere in fretta e bene, con efficienza e soprattutto con efficacia e che la metodologia imposta dal Governo, in qualche misura, può risultare utile ad individuare scadenze da rispettare, dando priorità agli interventi strategici». «Pur con i noti ritardi ereditati nel passaggio tra la precedente e l’attuale legislatura regionale e le non poche sbavature di natura operativa – ha tenuto a precisare il presidente di Unindustria -, il nuovo ciclo di programmazione comunitaria 2014-2020 sembra aver imboccato la strada dell’impegno delle risorse e della coerenza con gli obiettivi individuati, almeno per quello che è stato reso noto al termine dell’incontro operativo con il ministro De Vincenti tenutosi a Reggio Calabria nei giorni scorsi. Il nostro auspicio – ha concluso – è che entri presto nella fase di maturità, per dispiegare in pieno tutto il potenziale sotteso dalle azioni previste. La nostra azione di stimolo sarà mirata alla buona riuscita delle stesse, dalle quali dipende gran parte del futuro del nostro territorio, delle imprese e del destino di tanti giovani».

LE AZIENDE PREMIATE Nel corso dell’Assemblea sono state consegnate targhe realizzate dal maestro Spadafora di San Giovanni in Fiore ai rappresentanti delle imprese che operano da 90 anni sul territorio, a quelli la cui azienda aderisce all’Associazione da 25 e 50 anni, ai presidenti e ai dipendenti in pensione.
In particolare le imprese che vantano 90 anni di attività sono: Amarelli Fabbrica di Liquirizia, Bosco Liquori, Cinema Teatro Gatto, Colavolpe Nicola & C., Francesco Ventura Costruzioni Ferroviarie, Italcementi Spa, Molino Bruno Spa, Olieficio Gabro, Perciaccante Alfredo & C., Supercinema Modernissimo.
In un videomessaggio il ministro De Vincenti ha evidenziato le priorità nel governo Gentiloni per la Calabria che «è una terra bellissima – ha detto – con uno straordinario patrimonio artistico e culturale che ha bisogno di sviluppo. Da qui l’importanza del masterplan per il Mezzogiorno. È necessario superare il gap infrastrutturale. Il nostro impegno sarà massimo ed è per questo che rinnovo gli auguri a Confindustria Cosenza per tutto il lavoro svolto e che svolgerà». Un riconoscimento è stato dato anche al direttore Branda dal presidente Mazzuca per il «cammino fatto insieme».
A concludere i lavori è stato il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia: «Fa bene Confindustria Cosenza a premiare le sue aziende virtuose perché quando una impresa chiude è come un lutto in famiglia. Dobbiamo affrontare la questione del Mezzogiorno in un’ottica europea. Dobbiamo recuperare la speranza di futuro del Dopoguerra. La crescita diventa uno strumento per combattere le disuguaglianze. La Legge di Bilancio interviene nella politica di una maggiore redditività. Noi siamo al centro del Mediterraneo e dobbiamo fare in modo che questa posizione geopolitica deve diventare geoeconomica».
Dopo gli interventi, le premiazioni e le foto di rito Confindustria Cosenza ha spento le sue (prime) novanta candeline con torta e degustazione dei prodotti tipici simbolo della Calabria che produce.

Mirella Molinaro
m.molinaro@corrierecal.it