Da Cosenza le consulenze di un avvocato “pentito”

COSENZA Il concetto di partenza era molto chiaro: la legge è semplice da capire, ma non si lascia comprendere. Quindi perché non aiutare i cittadini a intenderla? Ci ha pensato…

COSENZA Il concetto di partenza era molto chiaro: la legge è semplice da capire, ma non si lascia comprendere. Quindi perché non aiutare i cittadini a intenderla? Ci ha pensato Angelo Greco, avvocato cosentino che da qualche mese, grazie alla sua intuizione, è approdato anche in Rai dove è diventato l’”avvocato di famiglia” e ogni mattina offre consigli e consulenze ai consumatori su svariati argomenti. Ma la fortuna di Angelo e il suo successo delle sue consulenze sono legati ad un portale: “La legge per tutti”.
Avvocato Greco, ci racconta com’è nata l’idea di un sito web per le consulenze legali?
«Qualche anno fa postai sul mio blog personale degli articoli che riguardavano i diritti dei consumatori. Li scrissi in modo diverso dal solito linguaggio tecnico della giurisprudenza. Una sorta di “traduzione” della legge. E questa cosa ebbe molto successo. Mi ero accorto che in questo campo esisteva un paradosso: la legge non ammette ignoranza ma nello stesso tempo il cittadino che ignora la legge viene punito. C’era un enorme gap culturale e informativo che andava colmato. Soprattutto c’era l’esigenza di chiarezza e anche da parte mia c’era una sorta di “disprezzo” per un linguaggio tecnico e troppo elitario che in un’epoca come la nostra, fatta di comunicazione, non arriva. Il mio motto è stato sin dall’inizio “la legge per tutti”, prima ancora di essere “uguale”».
Cosa voleva offrire di più rispetto ai soliti studi legali?
«Chiarezza del linguaggio, innanzitutto. E poi perché mi ero accorto che nel tempo si era formata una sorta di “casta degli avvocati”. In genere i miei colleghi si arrogano la presunzione di essere i soli a conoscere le leggi e quindi gli unici che riescono a spiegarla ai cittadini. Ma ovviamente non è così. Si può spiegare che una casa deve essere costruita a una certa distanza da un’altra senza ricorrere al latino».
Poi come si è sviluppato il sito web?
«Nel 2012 decidiamo di trasformare il mio blog in un sito vero e proprio con tanto di dominio, registrandolo appunto col nome “La legge è per tutti”. In poco tempo è diventato un punto di riferimento nel mondo dell’informazione giuridica, anche perché fino ad allora si potevano trovare online solo siti di avvocati destinati agli avvocati stessi. Soprattutto quello che offrivamo noi non lo faceva nessuno: ovvero consulenze legali e commerciali per via telematica, email, telefono e Skype. Nel 2015, grazie ai ricavi, siamo riusciti a moltiplicare gli investimenti e ad assumere anche nuovo personale. Siamo diventati quindi una società commerciale a tutti gli effetti. Ad oggi registriamo circa 370 mila visite giornaliere e i nostri articoli sono stati più volte ripresi da giornali nazionali e spesso vengo chiamato come ospite nelle trasmissioni televisive».
Come si compone oggi il sito?
«Le consulenze vengono fatte da circa 30 avvocati da tutta Italia che si occupano anche di scrivere degli articoli. Quindi non sono solo avvocati ma anche redattori. Anche in questo caso abbiamo stabilito delle linee guida che rispettano la nostra idea iniziale. Sono tanti gli avvocati che ci chiedono di entrare a far parte della nostra rete ma sono necessari dei requisiti essenziali. Saper scrivere in italiano è la regola fondamentale. Sono previsti tre articoli di prova. E se qualcuno scrive “domicilio” anziché “casa” per me è già un punto un meno».
E la società?
«Si è sviluppata in concreto nel 2016 con altri due soci. Franco Bucceri, che è l’esperto informatico e Paolo Florio, che invece è l’avvocato commercialista. È una società totalmente calabrese, anzi cosentina perché siamo tutti e tre di Cosenza».
L’esperienza in Rai com’è arrivata?
«Semplicemente perché per il programma cercavano avvocati che comunicassero in modo chiaro e comprensibile e hanno trovato il mio sito. Ho iniziato a settembre e arriverò alla fine di questa stagione».
Le mancano le aule di tribunale?
«Assolutamente no, mi mancano molto di più Cosenza e Rende».
Quindi è un avvocato “pentito”?
«Esatto. È una frase un po’ provocatoria per dire come il mondo della giustizia sia cambiato negli ultimi anni e non è di certo quello in cui avevo creduto e per il quale ho studiato».

Adelia Pantano
redazione@corrierecal.it





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