Piano Casa, baruffa in Comune a Catanzaro

CATANZARO L’ombra delle lottizzazioni mascherate, nascoste sotto alle possibilità offerte dal Piano casa regionale, si allunga tra le stanze di Palazzo de Nobili. A poche ore dalla scadenza dei termini…

CATANZARO L’ombra delle lottizzazioni mascherate, nascoste sotto alle possibilità offerte dal Piano casa regionale, si allunga tra le stanze di Palazzo de Nobili. A poche ore dalla scadenza dei termini previsti dalla normativa per presentare le modifiche comunali al programma regionale per l’edilizia residenziale, il Comune di Catanzaro è una polveriera: ad innescare la miccia, la mancata convocazione del consiglio comunale da parte del presidente Ivan Cardamone per discutere delle misure licenziate dalla commissione comunale urbanistica. Misure più stringenti rispetto a quanto previsto dalla normativa regionale, ma che devono essere necessariamente approvate entro il prossimo 1 marzo. Il rischio? La trasformazione indiscriminata di edifici industriali in residenziali o, nella migliore delle ipotesi, decine e decine di contenziosi in cui il Comune soccomberebbe certamente qualora decidesse di bloccare alcune pratiche senza che le nuove norme siano approvate.
La vicenda riguarda soprattutto aree delicate come i quartieri Germaneto, Giovino e Lido, per i quali la commissione aveva stabilito di non concedere la possibilità, prevista dal Piano Casa, di modificare la destinazione d’uso di un immobile dopo averne effettuato un ampliamento. Il caso esemplare, infatti, potrebbe essere quello di un capannone industriale che d’improvviso, dopo modifiche strutturali ed ampliamenti, potrebbe essere trasformato in un condominio o in una serie di villette. Il tutto senza l’esigenza di particolari concessioni edilizie. Le misure previste dalla commissione, però, come detto devono essere applicate entro giovedì, ma ad oggi non è stato ancora convocato alcuna seduta del consiglio comunale, nonostante la conferenza dei capigruppo avesse stabilito di tenere una riunione tra ieri e domani.
Nella mattinata di martedì, quindi, dopo che la vicenda era stata solleva dal consigliere Pd Vincenzo Capellupo durante una seduta della commissione urbanistica, una ventina di consiglieri di tutti gli schieramenti hanno incalzato il sindaco Sergio Abramo affinché premesse sul presidente del consiglio Cardamone per la convocazione. 

I CONSIGLIERI DAL PREFETTO Il clima si è surriscaldato al punto tale che una delegazione di consiglieri, tra cui lo stesso Capellupo, si è recata dal prefetto Luisa Latella per denunciare la mancata convocazione del Consiglio comunale. Il prefetto, sebbene non ci siano i tempi tecnici per attivare i poteri sostitutivi e convocare lei stessa la seduta visto che i termini per l’approvazione delle modifiche scadono l’1 marzo, ha comunque contattato telefonicamente il sindaco Sergio Abramo. Una vera e propria moral suasion quella del prefetto Latella nei confronti del primo cittadino che a sua volta dovrà convincere il collega di partito e presidente del consiglio comunale Ivan Cardamone (Forza Italia) a convocare d’urgenza la seduta. I tempi sono risicati però, i consiglieri attendono la convocazione entro le 23 di questa sera così da avere il tempo di riunirsi entro 24 ore e quindi deliberare l’approvazione della pratica prima della scadenza dei termini. Non è detto che la convocazione arriverà (in tempo utile). A presentarsi dal prefetto, in rappresentanza di quasi tutte le forze in consiglio comunale, sono stati i consiglieri Vincenzo Capellupo, Giulio Elia, Sergio Costanzo, Domenico Concolino, Antonio Giglio, Rosario Lostumbo, Tommaso Brutto, Marco Polimeni, Oreste Cosentino e Nicola Ventura in rappresentanza dei gruppi in consiglio comunale ad eccezione di quello di Forza Italia.

ALLA FINE ARRIVA LA CONVOCAZIONE «Consiglio Comunale convocato per il 01.03.2017 ore 21.00 Odg inviato al proprio indirizzo email. F.to Ivan Cardamone Presidente del Consiglio». Con questo sms Ivan Cardamone, presidente del consiglio comunale di Catanzaro, ha convocato la seduta del civico consesso con la quale si dovranno approvare le modifiche comunali al Piano Casa regionali. Tali modifiche non permetteranno che in determinate aree particolarmente appetibili dal punto di vista urbanistico, si possano concretizzare speculazioni edilizie e lottizzazioni mascherate.
Si chiude così una giornata lunga e travagliata per il consiglio comunale di Catanzaro, con i consiglieri che ad un certo punto erano stati costretti a rivolgersi al prefetto Luisa Latella affinché parlasse con il sindaco Sergio Abramo per far sì che la seduta fosse convocata. 

LA VERSIONE DI CARDAMONE L’ultima (?) pagina della lunga giornata dei consiglieri comunali di Catanzaro la scrive Ivan Cardamone, presidente del civico consesso, che chiarisce la propria posizione in merito alla convocazione della seduta per l’approvazione delle modifiche al Piano Casa regionale: «Ci tengo a precisare – spiega il coordinatore cittadino di Forza Italia – come la tempistica dell’iter seguito dalla pratica in oggetto sia stata alla base del ritardo nella convocazione. Giorno 20 febbraio ricevo la pratica e la invio immediatamente in commissione urbanistica, assegnando 7 giorni perché questa sia discussa. Il 23, dopo aver sentito la commissione, identifichiamo nel 27 febbraio in prima convocazione e nel 1 marzo in seconda, le date probabili per la convocazione del consiglio comunale. Il 24, però, il consigliere Nisticò, con una lettera, solleva presunti profili di antitesi tra le linee che avremmo dovuto approvare e la normativa regionale, per questo motivo richiedo subito chiarimenti agli uffici preposti. Inoltre, anche il presidente della commissione nella sua relazione evidenzia come gli allegati non siano conformi agli elaborati vigenti del Prg. Per questi motivi non convoco il consiglio e attendo i chiarimenti. Chiarimenti da parte degli uffici che arrivano stamani e spiegano che non c’è antitesi tra le nostre modifiche e la legge regionale. Giusto il tempo di prendere atto dei chiarimenti e parlarne con il sindaco, che apprendo che i consiglieri si sono recati dal prefetto perché spingesse per la convocazione. Ma io avrei convocato la seduta proprio in quei minuti. Anzi, se non ci fosse stata la necessità di avere ulteriori chiarimenti dagli uffici, avrei convocato il consiglio già nei giorni scorsi».
Questa la ricostruzione che Cardamone ci ha fornito, la stessa che il presidente del consiglio comunale ha fornito anche al prefetto Latella in un incontro che si è tenuto dopo le 20, pochi minuti prima quindi che arrivasse l’sms di convocazione del consiglio comunale in seduta straordinaria.

Alessandro Tarantino
a.tarantino@corrierecal.it





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto