Agci Calabria: «A rischio i fondi per l’assistenza ai disabili»

COSENZA I fondi riservati per il 2014 all’assistenza domiciliare e al potenziamento dei centri diurni sono a rischio. Lo riferisce Ferdinando Verardi, presidente di Agci (Associazione generale cooperative italiane) Calabria….

COSENZA I fondi riservati per il 2014 all’assistenza domiciliare e al potenziamento dei centri diurni sono a rischio. Lo riferisce Ferdinando Verardi, presidente di Agci (Associazione generale cooperative italiane) Calabria. Verardi ha scritto, a questo proposito una letta a Mario Oliverio nella quale chiede conto della mancata attivazione dei servizi. Nella missiva, ripercorre l’iter (non completato) di una pratica che rischia di veder evaporare risorse importante. Inizia tutto con la delibera numero 464 del 12 novembre 2015». In quel giorno «la Regione – scrive Verardi – ha approvato le linee guida per il finanziamento ai comuni capofila del fondo per la non autosufficienza relativo al 2014». Le azioni «riguardano l'”assistenza domiciliare” e il “potenziamento dei centri diurni” e l’allegato B recita testualmente che “nei distretti dove esistono centri diurni autorizzati al funzionamento, ma non ammessi a retta, questi hanno la priorità”».
Il passaggio successivo avviene ai principi del 2016. Il decreto numero 8 dell’11 gennaio costituisce, ricorda ancora il presidenti dell’Agci Calabria, «una commissione di valutazione dei piani presentati dai singoli distretti entro il termine ultimo del 31 marzo 2016» e stabilisce «che la valutazione dei piani stessi dovesse concludersi nei 30 giorni successivi». Un cronoprogramma stringente, quello dettato dagli atti amministrativi pubblicati, secondo il quale «le attività sarebbero dovute partire nei primi giorni di maggio». Eppure, spiega Verardi, «dalle informazioni attinte presso i distretti e presso gli uffici regionali, a tutt’oggi, nessun servizio è stato attivato».
Il presidente dell’Agci si chiede perché, e chiede alla Regione di fare in fretta: «Visto che si tratta di fondi trasmessi alle regioni con decreto interministeriale – scrive – bisogna attivare ogni utile procedura allo scopo di provvedere, in tempi brevissimi, al completo utilizzo dei fondi i quali, se non utilizzati, rischiano di essere perduti, con grave danno per gli aventi diritto».





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