Pd, l’ombra del tesseramento gonfiato nel Catanzarese

CATANZARO E così, dopo Reggio Calabria, dove la commissione provinciale di garanzia ha annullato il tesseramento del circolo di Gallico, tocca a Catanzaro diventare l’epicentro delle tensioni all’interno del Pd…

CATANZARO E così, dopo Reggio Calabria, dove la commissione provinciale di garanzia ha annullato il tesseramento del circolo di Gallico, tocca a Catanzaro diventare l’epicentro delle tensioni all’interno del Pd calabrese in vista delle primarie del 30 aprile. A dare fuoco alle polveri è Fabio Guerriero, coordinatore provinciale della mozione che fa capo al ministro Andrea Orlando. Sotto i riflettori dei seguaci del Guardasigilli ci sono i dati degli iscritti nei centri a più alta densità renziana. Paesi nei quali in questi giorni si stanno svolgendo i congressi di circolo sulle mozioni presentate dai candidati alla segreteria: Matteo Renzi, Andrea Orlando e Michele Emiliano. Si tratta di numeri imponenti «che ci inducono a pensare – rileva Guerriero – che lo stato del partito necessiti di una forte azione di rinnovamento e di trasparenza. Con assoluta meraviglia si registra, nella provincia, il proliferare di iscritti in alcuni Comuni in totale controtendenza con il dato complessivo provinciale e regionale».
«Basti pensare – rileva sempre Guerriero – a comunità, come quelle di Lamezia Terme, dove è ancora cocente la sconfitta subita dal centro sinistra (dal Pd in particolare) alle ultime elezioni comunali. In questa realtà, miracolosamente gli iscritti aumentano dal 2015 al 2016 del 120% senza nessuna ragione plausibile. Al cospetto delle norme regolamentari che prevedono un incremento massimo del 20%. Cosa dire poi di Pianopoli, Comune di 2500 anime dove il 15% della popolazione totale è iscritto al Pd. Neonati e ultra centenari compresi. Come dire che a Catanzaro, con i suoi 90.000 abitanti, si iscrivono al Pd ben 15.000 cittadini». Una situazione ai imiti del paradosso, insomma. Che spinge Guerriero ad affermare che «siamo nel regno dell’inverosimile. Ciliegina sulla torta, il comune di Vallefiorita, una volta feudo del deposto segretario provinciale (Enzo Bruno, ndr), che (unico nella storia del Pd) non riesce a presentare la sua lista personale alle ultime elezioni comunali e pensa di rifarsi iscrivendo al partito ben 200 cittadini. Pur avendo, Vallefiorita, una popolazione di soli 1700 abitanti. Queste sono solo alcune delle perplessità che a pochi giorni dal voto nei circoli registriamo in una delle provincie più “renzizzate” d’Italia.  A pensar male si fa peccato ma spesso si ha ragione». Come inizio di competizione, non c’è male. 







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