La Regione presenta il conto a Calabria Verde

CATANZARO Sessantanove milioni di euro, da versare in unica soluzione ed entro trenta giorni. È questa la richiesta che il commissario di Calabria Verde, il generale Aloisio Mariggiò, si è…

CATANZARO Sessantanove milioni di euro, da versare in unica soluzione ed entro trenta giorni. È questa la richiesta che il commissario di Calabria Verde, il generale Aloisio Mariggiò, si è visto recapitare a firma del direttore generale Domenico Pallaria.
Sono soldi comunitari che la Regione diede a Calabra Verde durante la gestione Furgiuele e che vennero utilizzati per pagare stipendi a forestali. Tali somme sono poi comparse nel provvedimento con il quale il gip di Catanzaro, condividendo la richiesta dei pubblici ministeri, ha emesso a carico dell’ex presidente Paolo Furgiuele e del manager Alfredo Allevato spedendoli agli arresti.
Mariggiò non vuole entrare nel merito della richiesta recapitatagli dal dipartimento Lavori pubblici della Regione, essa si inquadra nel Por Calabria 2007/2013 ed origina dalla delibera della giunta regionale 286 dell’11 agosto 2015: “Programma di interventi per potenziare il sistema regionale di previsione e prevenzione rischi”.
Secca la motivazione adottata dall’ingegnere Pallaria: «Con la presente si notifica il decreto n.2072 del 28 febbraio 2017 con cui questo dipartimento ha disposto il recupero delle somme che codesto ente non ha rendicontato sull’intervento indicato in oggetto». In tutto 34 parole, quasi due milioni a parola. Anche se la cifra da recuperare non viene espressamente indicata, a tanto ammontano i soldi che la Regione rivuole indietro. Secco il commento ufficiale di Mariggiò che chiede se “l’autorità politica”, ossia il governatore, è stata informata della richiesta.
Al cronista, invece, Mariggiò, concede qualche battuta in più: «Il termine scade il primo aprile, una data singolare… Adesso attendiamo di conoscere le modalità di pagamento da seguire».
Insomma, la Regione, i 69 milioni di euro li chiede cash? «Attendiamo indicazioni più precise: accettano bancomat, preferiscono assegni circolari, gradiscono soldi in contanti oppure va bene anche pagamento in natura…». 
Ennio Flaiano ammoniva: «La situazione è grave ma non è seria»… E non si era imbattuto nella Regione Calabria targata Oliverio.

pa. po.







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