Porto di Gioia, Sinistra italiana: «Operai in un limbo»

GIOIA TAURO «Alla fine quanto previsto si è avverato: quasi 400 operai del Porto di Gioia Tauro saranno indirizzati verso il limbo dell’incertezza, in un’agenzia che dovrebbe provvedere a ricollocarli»….

GIOIA TAURO «Alla fine quanto previsto si è avverato: quasi 400 operai del Porto di Gioia Tauro saranno indirizzati verso il limbo dell’incertezza, in un’agenzia che dovrebbe provvedere a ricollocarli». È quanto si afferma in una nota di Sinistra Italiana, sottoscritta dal segretario nazionale Nicola Fratoianni, dal responsabile nazionale economia e lavoro, Stefano Fassina, da Celeste Costantino della segreteria nazionale e dal coordinamento regionale calabrese del partito. «La politica (?) economica della portualità italiana – è detto nella nota – ha demandato al gestore privato cioò che meglio gli aggrada e cioè che Gioia Tauro non può ambire a essere una solida realtà per il futuro della portualità strategica europea. Questo il ragionamento promosso dal soggetto titolato, la Mct, e avvalorato dal silenzio delle istituzioni, soprattutto calabresi, in barba al mantra che “Il porto di Gioia Tauro volano di sviluppo…”. A nulla sono valsi gli accorati appelli dei lavoratori. Siamo di fronte all’ennesimo scippo, avvalorato da un governo nazionale quantomeno disinteressato o interessato cinicamente ad altre aree del Paese, di un territorio evidentemente e volutamente “sfortunato”, perché soprattutto mal governato dal governo regionale. Governi succubi come non mai delle grandi manovre dei capitali europei che non hanno di certo interesse a fermarsi ad osservare un territorio divenuto di frontiera».
«Ad oggi non ci rimangono – riporta ancora la nota – che vuote parole di solidarietà ma anche la crescente consapevolezza che serve operare con nuove regole economiche perché con questa deregolamentazione dettata dal capitale il lavoro soccombe, disumanamente derubricato a inanimato “fattore produttivo” e interi territori s’impoveriscono. Sinistra Italiana, in particolare su questo territorio e a tutti i livelli, si propone di essere rappresentante di parte, oggi, di questi lavoratori, perché chi non parteggia, lo abbiamo oramai compreso, rafforza le ragioni dei grandi manovratori e pertanto di quelli che sono i nostri avversari. Già nei mesi scorsi Sinistra Italiana ha incontrato i lavoratori e fatto visita alla struttura portuale sollecitando senza sosta i necessari interventi, o chiedendo lumi in Parlamento, nell’assordante silenzio dei soggetti interessati, soggetti che, lo ricordiamo, hanno per anni giocato in ambiguità, rimpallandosi le responsabilità, addirittura cincischiando per anni sulle nomine alla Presidenza dell’Autorità portuale contribuendo così ad alimentare l’incertezza e il tragico epilogo di questi giorni. Allo stesso modo chiediamo ancora una volta con forza che vengano realizzati con celerità ed efficacia tutti i doverosi interventi tecnici e strutturali, nonché quelli di politica fiscale ed economica, atti a dotare Gioia Tauro e le infrastrutture correlate di tutti gli strumenti che possano valorizzarne le ineguagliabili peculiarità date dalla sua posizione e dalle sue caratteristiche tecniche, ma svilite e quasi annullate da inerzia politica e azioni contrarie al suo completo sviluppo».







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