Garante detenuti, nuovo appello a Irto

REGGIO CALABRIA «Oggi un altro giorno di sciopero della fame, sete e auto riduzione insulina per sostenere la lotta non violenta di Rocco Ruffa che di digiuno ne fa quattro…

REGGIO CALABRIA «Oggi un altro giorno di sciopero della fame, sete e auto riduzione insulina per sostenere la lotta non violenta di Rocco Ruffa che di digiuno ne fa quattro alla settimana e chiedere al presidente del consiglio regionale Nicola Irto di approvare, o quantomeno discutere, la legge per l’istituzione in Calabria del Garante dei detenuti e delle persone private della libertà personale». Lo afferma Giuseppe Candido, segretario dell’associazione Non Mollare e militante del Partito radicale Nonviolento di Marco Pannella «che – riporta una nota – più volte ha visitato assieme a Rocco Ruffa tutte le dodici carceri calabresi».
«Una legge – prosegue Candido – che lo stesso presidente Irto ha presentato come primo firmatario il 13 maggio 2015 definendo, nella relazione introduttiva, l’istituzione del garante regionale dei detenuti essenziale per contribuire ad affrontare con senso di umanità e giustizia le continue emergenze del settore carcerario e per garantire condizioni detentive dignitose, oggi purtroppo inaccettabili come denunciate dai ripetuti moniti delle più alte personalità, civili e religiose, e dalle pronunzie di condanna rimediate dall’Italia in sede europea. La proposta di legge si è poi arenata in I Commissione il 30 giugno 2015, e lì giace da due anni, perché il presidente della commissione stessa, Franco Sergio, ha ribadito, come si legge nel verbale della seduta, “la necessità”, facendo riferimento a un richiamo della Corte dei Conti, “che le proposte di legge vengano corredate dalla scheda tecnico-finanziaria”».
«Durante le numerose visite che abbiamo fatto più volte e in tutte le dodici carceri calabresi – prosegue ancora candido – abbiamo sempre riscontrato problemi legati non solo al sovraffollamento ma anche criticità dovute alla carenza di educatori, di agenti, alla carenza di lavoro e a carenze igienico sanitarie che rendono spesso disumana la detenzione e impossibile qualunque finalità rieducativa e di reinserimento sociale dei detenuti. E criticità anche nei tempi di risposta dei magistrati di sorveglianza alle legittime istanze di molti detenuti. Per questo, noi, da militanti del Partito radicale Nonviolento che da Marco Pannella abbiamo imparato a non mollare, proponendo un’amnistia mirata per far rientrare il paese dalla sua condizione di flagranza criminale, in Calabria, per il garante dei detenuti, continuiamo ad incalzare il presidente Irto e il consiglio regionale tutto affinché si adoperino, per dare un messaggio concreto, a mettere la proposta di legge subito in calendario, approvarla e nominare subito un Garante che relazioni sulle condizioni di salute, di vita e di rispetto dei diritti umani nelle calabre galere».







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