“Business ideas”, Nicolò: «Progetto definanziato, c’è rischio contenziosi»

REGGIO CALABRIA «Ancora una volta, la Regione Calabria rischia di incorrere in un pesante esborso a causa della scelta di definanziare il “Progetto speciale per la messa in valore delle business…

REGGIO CALABRIA «Ancora una volta, la Regione Calabria rischia di incorrere in un pesante esborso a causa della scelta di definanziare il “Progetto speciale per la messa in valore delle business ideas degli studenti (16-28 anni) calabresi da formare per renderli in futuro il capitale umano di eccellenza”, a seguito di una estemporanea e improvvida rimodulazione dei Fondi Pac a discapito del raggruppamento di imprese già aggiudicatario del bando». Lo afferma, in una dichiarazione, il presidente del gruppo di Forza Italia alla Regione, Alessandro Nicolò. «Come da copione – aggiunge – si reitera un metodo operativo per nulla ossequioso dei principi di efficienza ed efficacia della pubblica amministrazione con la conseguenza di un potenziale e pesante danno al buon governo dei fondi pubblici e alle casse regionali. Sotto i riflettori una gara d’appalto il cui iter è giunto a completa definizione solo dopo quasi tre anni. Una durata oltremodo irragionevole se si considera che gli uffici preposti sono dotati di personale con alta professionalità per assicurare il buon esito e la celerità dei procedimenti, anche alla luce dell’attuale innovazione tecnologica che ha ridotto notevolmente i tempi di attesa. Né si comprende la scelta, il primo dicembre del 2015, di cancellare improvvisamente il progetto con un colpo di spugna e senza una valida motivazione, come si evince da una delibera pubblicata sul Burc circa tre mesi dopo la sua adozione. Perché la giunta ha deciso di rimodulare il Piano dei fondi Pac autorizzando il dipartimento Bilancio a ridurre il capitolo di spesa relativo all’azione “Business ideas” e a iscrivere le somme sul Fondo Unico Pac? E ancora, dove confluiranno i fondi sottratti all’originaria destinazione? Infine: perché tale scelta è intervenuta a contratto già stipulato, con la conseguenza di esporre la Regione a contenziosi per effetto dell’intervenuta risoluzione del contratto per grave inadempimento? Gli uffici preposti avranno sicuramente informato la giunta e il suo presidente delle sanzioni cui incorrerebbe la Regione rispetto a un immotivato dietrofront, comportamenti che hanno dell’indecifrabile. Tutto questo profila dunque eventuali responsabilità che, ove accertate, determinerebbero in capo alla Regione l’obbligo di corrispondere cospicue somme a titolo di risarcimento del danno, sia per il mancato raggiungimento degli obiettivi fissati nell’avviso pubblico che per le pesanti ripercussioni che graveranno sui cittadini calabresi».
«Una batosta per le casse della Regione – conclude Nicolò – simbolo di una colpevole inerzia programmatica e di una gestione superficiale e poco oculata che si riscontra su più settori».





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